Il Tirreno

Addio Domenico, l'ultimo saluto al papà morto in uno scontro con un cinghiale

Maria Meini
Domenico Antonio Fedele
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Domenico Antonio Fedele

Rosignano, il funerale il 22 alle 16,30 nella chiesa di Santa Croce. Intanto Coldiretti chiede un piano straordinario di abbattimenti con caccia libera anche nei parchi

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ROSIGNANO. E' tornata a Rosignano, nel pomeriggio di venerdì 21 agosto, la salma di Domenico Antonio Fedele, il padre 39enne morto la notte tra il 19 e il 20 dopo un tragico scontro con un cinghiale sulla provinciale 33 a Castellina. Dopo la ricognizione esterna del corpo, effettuata all’ospedale di Livorno su ordine della Procura che non ha richiesto l’autopsia, il sostituto Giuseppe Rizzo ha concesso infatti il nullaosta e la famiglia di Domenico ha potuto riportare a casa il figlio per l’ultimo saluto.

La salma, ricomposta dall’impresa funebre Caprai Di Dio di Rosignano, è esposta da venerdì nel cimitero del capoluogo. Nel pomeriggio di sabato 22, alle 16,30, nella chiesa di Santa Croce, le esequie officiate dal parroco don Pio Maioli. Su Facebook ancora tanti messaggi di affetto e cordoglio per il giovane padre, che lascia tre bambine piccole, l’ultima di soli nove mesi.

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Una morte assurda: è il commento ricorrente su Facebook. E la morte di Domenico continua a rinfocolare la polemica sulla presenza eccessiva di cinghiali nelle nostre campagne, fino alle porte delle aree urbane, che causa problemi di sicurezza agli automobilisti. Coldiretti propone un intervento straordinario di abbattimenti, con l’apertura della caccia anche nelle zone di riserva e parchi per un anno intero. E una drastica riduzione delle aree di divieto, che «rappresentano una zona ideale di ripopolamento per gli ungulati». Catture e abbattimenti nelle zone di rispetto venatorio, dunque, anche all'interno delle due aree presenti nel comune di Castellina Marittima dove si è consumata la tragedia.

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L’associazione agricola interviene con una nota del presidente della federazione provinciale di Pisa, Fabrizio Filippi. «Se vogliamo risolvere il problema - spiega Filippi - si deve consentire, per un certo periodo, ai cacciatori di eseguire gli abbattimenti e le catture anche in queste zone che sono delle vere e proprie aree rifugio. I cinghiali, così come le altre specie di ungulati che oggi minacciano non più solo l'agricoltura, si rifugiano in queste aree che sono molto estese. È lì che proliferano». Anche il sindaco di Castellina Federico Lucchesi chiede un intervento urgente per garantire la sicurezza sulle strade, rivolgendosi alla polizia provinciale. Secondo le stime dell'Atc 14 di Pisa, ci sono stati 2.452 abbattimenti nel biennio 2013-2014, inferiori però ai piani di previsione. Filippi accusa: «I cinghiali continuano ad essere responsabili del 90% dei danni provocati all'agricoltura e ora costituiscono una seria minaccia anche per la comunità non agricola. Teniamo aperta la caccia per un anno o intensifichiamo gli abbattimenti: la popolazione deve essere ridotta per almeno il 50%. In Toscana ci sono 250mila ungulati di troppo. La popolazione per ogni ettaro nella nostra regione è pari a 20 contro una media di 0,5. 40 volte superiore». 

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