Il Tirreno

Pd, la querelle infinita per la festa a Caletta

Bartalesi getta acqua sul fuoco, ma sulle firme per i referendum è polemico Conforti risponde al sindaco: «Momento di confronto, a cui ti invito ufficialmente»

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ROSIGNANO. Le Feste dell’Unità invece di unire sembrano destinate a dividere. Almeno a Rosignano.

Prosegue, infatti, la querelle scatenata dall’iniziativa che il segretario della sezione Pd di Castiglioncello, il giovane Leonardo Conforti, ha organizzato dal 27 al 29 agosto al parco Pasi di Caletta. Evento che si chiamerà Festa dell’Unità, ma che viene messa in piedi dalle frange critiche in seno al Pd, in primis la sinistra Dem provinciale e regionale.

Una kermesse che - parola di Conforti - dovrebbe essere benedetta dalla presenza del governatore Rossi il pomeriggio del 29 e che, dalle reazioni dei vertici locali, non sembra contribuire a unire le varie anime del Pd. Da una parte Conforti ha sottolineato che se il partito non si farà vivo al parco Pasi peccherà di scarsa lungimiranza e autolesionismo, dicendo di non avere certezze sulla presenza del primo cittadino. A rispondergli, con una missiva diretta e senza mezzi termini, è stato lo stesso Franchi. «Non sono mai stato invitato - ha detto il sindaco -, anche se essendo una festa del nostro partito di un invito non ci sarebbe bisogno. E poi con questo suo comportamento Conforti non fa che ghettizzare l’iniziativa come la festa di una parte del Pd, che invece ha più anime disposte al confronto».

Dopo la “strigliata” del primo cittadino al segretario della sezione Nilde Iotti, Francesco Bartalesi, segretario Comunele del Pd, vuole gettare acqua sul fuoco. «Si devono rasserenare i toni. Dico solo che le Feste dell’Unità non dovrebbero essere tali solo nel nome, non si dovrebbe far distinzione tra renziani, bersaniani e sinistra Dem, ma si dovrebbe riscoprire un sentimento di unità». Quanto alla scelta di Conforti di dare spazio all’interno della festa di Caletta al banchetto dei firmatari per i referendum, e alla sua stessa ammissione di voler firmare, Bartalesi sottolinea che «di certo, quella di aderire a referendum contro il partito di cui guida un circolo, è una posizione personale, che gli altri membri della sezione non condividono».

Intanto Conforti prende carta e penna e risponde al suo sindaco. «Il nostro territorio - scrive - si appresta ad ospitare una tre giorni di dibatti che hanno il senso di creare occasioni di incontro, dialogo e confronto di cui sempre più sentiamo la mancanza, sia al nostro interno sia nella società in senso generale. È arrivato il tempo di lasciarci alle spalle un modo di far politica che, a mio avviso, ha perso la bussola della sua missione: molto marketing, poca crescita culturale, valoriale, umana, politica, che si traduce conseguentemente in profonde crisi». Conforti insiste nell’importanza che la festa di Caletta non venga considerata “altro” dal Pd e al termine della lettera invita ufficialmente Franchi. «Abbiamo di fronte grandi sfide - scrive - che il Pd non può sostenere in solitudine come, mi pare, invece voglia fare. Ecco che considerare questa opportunità messa a disposizione di tutti come "alternativa" per motivi che ancora faccio fatica a comprendere, ritengo sia un brutto messaggio e un pessimo segnale. Colgo l'occasione di invitarti ufficialmente, in qualità di "Alessandro" prima che in qualità di sindaco e presidente della Provincia».

Anna Cecchini

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