«Ciao Andrea, eri l’uomo più buono del paese»
Lacrime e incredulità per la morte di Masotti, dirigente dell’Usd Colli marittimi Preoccupazione a La California per le condizioni di salute di Giovanni Cecchetti
GUARDISTALLO. «Era buono, una persona unica». Basterebbe questa frase, che si ripete come un tragico refrain nei ricordi di amici e colleghi, per dare l’idea di quanto la morte di Andrea Masotti abbia sconvolto la comunità di Guardistallo. Masotti, che non era sposato e non aveva figli, viveva su via Palestro, la strada centrale del paese. A pochi metri dal portone della sua abitazione c'è quello del Comune, per cui lavorava da svariati anni. «Oltre ad esprimere alla famiglia la vicinanza dell’amministrazione e di tutti i colleghi - spiega il sindaco di Guardistallo, Sandro Ceccarelli -, voglio dire che oggi è morta la persona più buona di tutto il paese».
La mansione a cui era preposto era principalmente quella di autista dello scuolabus comunale. Per anni, con il sorriso sulle labbra, ha scorrazzato tante generazioni di studenti dei colli. Pacato e sorridente, era capace di interagire e far sorridere i ragazzi di tutte le età. «In estate - spiega il sindaco -, non essendo attivo lo scuolabus, si occupava della raccolta rifiuti». Come del resto Giovanni Cecchetti, il collega che era con lui al momento del tragico incidente. «Giovanni -dice Ceccarelli - non ha patente per il camion, quindi in estate è addetto ad agganciare i cassonetti e a fare le manovre per svuotarli. Stamani (ieri,ndr) quando è successo l'incidente stavano andando a Buriano a depositare i rifiuti raccolti».
Ma la vera, grande passione di Masotti era il calcio. Negli ultimi vent’anni aveva accompagnato nelle trasferte prima il team del Guardistallo, poi quello del Giemme (Guardistallo-Montescudaio). Due formazioni di cui è stato dirigente e anche direttore sportivo. Per anni, alla guida del bus della squadra, ha portato i suoi ragazzi attraverso le province di Pisa, Livorno e Grosseto, per affrontare le sfide della Prima categoria. Pochi giorni fa l'avvio di una nuova avventura, quella dell'Usd Colli marittimi, che riunisce Guardistallo, Casale e Montescudaio, e della quale Masotti era stato nominato vicepresidente.
«È stato il fondatore del Guardistallo e del Giemme, in tutti i sensi - racconta con il groppo alla gola Fabio Becherini, presidente del team Colli marittimi - Era l'anima della squadra, sempre disponibile e pronto ad adoperarsi per tutti. Una gran brava persona, di quelle che non si trovano più». I compagni d'avventura, quelli che con Andrea hanno condiviso decine di anni di passione per il calcio giovanile, sono senza parole. Tra di loro è un continuo scambio di telefonate, come se ripercorrendo insieme quello che è accaduto sulla strada regionale 68, potessero dare una forma concreta alla tragedia della perdita dell'amico. «Per me - dice Valerio Calderini, team manager della squadra - era una delle persone migliori che esistessero al mondo. Lo so che sembra una frase fatta, ma di Andrea si può dire davvero. I giocatori sono distrutti, stanno accusando il colpo. La nostra è una squadra incentrata sui giovani del paese, dove tutta la comunità conosceva Andrea. Per noi è una tragedia emotiva immensa».
È sotto choc per la notiza anche Daniele Gianfaldoni, direttore sportivo dell'Usd Colli marittimi. «Per me era prima di tutto un amico - dice - siamo ambedue del paese e ci conoscevamo da sempre. Per non parlare del suo ruolo, fondamentale, all’interno dell'associazione sportiva. Abbiamo perso una persona eccezionale».
Ma Andrea Masotti, che lascia il fratello maggiore Paolo, pensionato residente a Cecina, non era soltanto una delle colonne portanti del calcio locale. Da anni era anche nello staff della Croce Rossa di Guardistallo e Casale, di cui era anche consigliere. Il suo ruolo principale era quello di guidare le ambulanze, ma anche in questo caso si metteva a disposizione per qualunque attività. «Era nella Croce Rossa da tanti anni - ricorda Piergiorgio Santini, anche lui consigliere dell’associazione -, si occupava anche dell’aspetto meccanico dei mezzi. Da tanto era buono non sembrava vero. Era simpatico, non l’ho mai visto arrabbiato».
Sotto choc anche la comunità de La Califorminia, frazione di Bibbona dove Giovanni Cecchetti, il collega che era a finaco di Masotti al momento dell’incidente e che si trova in gravi condizioni all’ospedale di Cisanello, abita in via I maggio a due passi dall’ufficio postale. Da tutti è chiamato Johnny, e anche lui, come Masotti, viene descritto come un uomo per bene, dedito alla famiglia e al lavoro. Dopo aver ristrutturato un vecchio podere del 1800, Cecchetti con la moglie Marina Merli si occupa dell’agriturismo l’Ulivino, piccola struttura in via Bolgherese. La notizia dell’incidente ha allarmato i compaesani, che temono per le sue condizioni di salute.(ha collaborato
Alessandro Bientinesi)
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