Il Tirreno

La gara va deserta un’altra tegola su palazzo civico

La gara va deserta un’altra tegola su palazzo civico

Nessuno vuole spendere 350.000 euro per l’impianto E a ottobre stop alla proroga della convenzione con l’Arci

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CECINA. Nessuno presenta l’offerta per rilevare la gestione del bocciodromo di via Corsini e per palazzo civico si profilano nuovi guai. Perchè la convenzione con l’attuare gestore, l’Arci Bvc, scaduta il 30 giugno e già in proroga non può derogare oltre il termine del 30 ottobre. E senza un’investitore che si accolli la ristrutturazione dell’impianto (il canone annuo è irrisorio 1000 euro, ma l’ammontare dei lavori niente affatto: 354.000 euro) difficile pensare ad aprire un cantiere nell’immediato.

La gara è scaduta il 27 luglio. Nelle buste, il nulla. Chi si prende il bocciodromo, infatti, deve sostenere il peso dei lavori per mettere a norma l'impianto: rifacimento del tetto, ripristino della tribuna, nuovi bagni e Cpi dei vigili del fuoco. Per questo l’amministrazione comunale aveva cercato di allargare le maglie temporali del bando, una concessione lunga (fino a 18 anni) per ammortizzare le spese.

Ma, evidentemente, non è bastato. Non tutti i lavori andrebbero eseguiti in un'unica soluzione e questo potrebbe spalmare nel tempo l'impegno finanziario rendendolo più sopportabile.

Tra le opere da mettere subito in cantiere figurano infatti il rifacimento del tetto, la sostituzione della porzione in controsoffitto danneggiata dalle infiltrazioni e l'adeguamento normativo e ripristino della funzionalità della tribuna. Si tratta di un impianto molto utilizzo, diventato punto di riferimento per tanti giocatori e dove si organizzaano tornei e manifestazioni.

L'edificio, infatti, di 2.323 metri quadrati, è composto da un corpo principale con 8 campi regolamentari da bocce, con annessi uffici, sala ristoro, sala musica, locali ad uso sedi di diverse associazioni e servizi igienici, sala tv.

Tra le novità del bando andato deserto c’era anche la previsione di realizzare entro il 2017, oltre alla ristrutturazione dei servizi igienici, una piccola sala prove per gruppi musicali all'interno di uno spazio individuato dal Comune oltre alla fornitura di una batteria professionale e dell'impianto audio.

Ma non è stata presentata alcuna offerta.

Ora l’amministrazione comunale si trova a dover gestire un’altra emergenza senza più poter ricorrere a proroghe: per utilizzare l’impianto devono essere eseguiti lavori improcrastinabili.

L’ipotesi, adesso, è di rifare un bando con nuovi parametri (costi e tempo di concessione, per esempio) per rendere il tutto più appetibile ed incoraggiare chi investe. Se ne discuterà in una delle prossime giunte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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