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IL CASO

Auto nuova, premi ai dipendenti: il consorzio di bonifica spende ancora

Un intervento di ripulitura di un canale
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Un intervento di ripulitura di un canale

Dopo le polemiche per lo stipendio del direttore, altre 20.000 euro per una Giulietta nuova e 142.000 per il personale

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CECINA. Il consorzio di bonifica 5 Toscana Costa torna ad essere al centro del mirino per le spese ed i costi di gestione dopo il caso dell’aumento dello stipendio del direttore generale da 70.000 a 94.000 euro lordi. Scelta, questa, che aveva innescato una raffica di polemiche ed alimentato anche un dibattito interno all’ente. Tanto da indurre la Regione Toscana ha rivedere la delibera, stoppando di fatto l’aumento. Però, proprio nei giorni in cui il presidente del consorzio Vallesi, con la ratifica dell’assemblea, approvava il nuovo stipendio, l’ufficio di presidenza dava il via libera ad altre spese che oggi - mentre arrivano i contributi da pagare ai cittadini - fanno quantomeno discutere.
Una di questa è la scelta di cambiare l’auto in dotazione al consorzio. L’atto dirigenziale con cui si decide l’acquisto di una Alfa Romeo Giulietta a km 0 è il 178 del 17 giugno scorso (quando il caso dell’aumento dello stipendio del direttore è già deflagrato): si motiva che l’auto è necessaria in sostituzione dell’attuale, una Fiat Punto 300 ritenuta vecchia, che tra l’altro viene inserita nella permuta per l’acquisto della nuova vettura di rappresentanza.
Ma quella della Giulietta non è la sola spesa che il nuovo consorzione (60 dipendenti di cui 30 operai, 269.000 ettari ed un comprensorio che va da Puntala a Livorno e (entroterra) Volterra, 3.283,13 km di reticolo in gestione) ha fatto ad inizio estate. Nell’ambito della discussione sull’integrativo aziendale, in base agli incontri che si sono svolti con i sindacati, si fa notare che per il 2015 sono stati erogati premi di produzione ai dipendenti per 86.500 euro a cui si aggiunge il costo del superminimo per i dipendenti del soppresso consorzio Alta Maremma determinato in 35.500 euro. I sindacati chiedono di applicare il superminimo a tutti i dipendenti (costo determinato in 70.000 euro) per cui la spesa per l’integrativo dei dipendenti (superminimo più premio di risultato) peserà sulle casse del consorzio (e dei contribuenti, quindi) per circa 142.000 euro nel 2015 che arriveranno a 178.000 euro nel 2018.
Ma tra le spese fatte e quelle “in fieri”, ecco che balza agli occhi - sempre analizzando il verbale dell’ufficio di presidenza dell’assemblea del 5 giugno la volontà del consorzio Toscana Costa di allargare la see di Venturina ritenuta non più idonea ad ospitare il personale ed il parco mezzi. Si dice che, da indagini di mercato effettuate, si sarebbe periziato un capannone adiacente all’attuale sede che si potrebbe acquistare ad un prezzo compreso tra 335.000 e 350.000 euro. L’ufficio di presidenza di Toscana Costa conferisce mandato al presidente Vallesi di proseguire la trattativa per portare a termine l’operazione. Dunque, nuove spese in arrivo per un ente che paga già 700 euro al mese di affitto per l’ufficio di Portoferraio e 1200 euro per un terreno in località orti che non sarebbe più idoneo. Tanto che l’ente è già pronto ad affittarne un altro per 3000 euro al mese.
 

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