Il Tirreno

la denuncia

Bimba di 17 mesi travolta da una bici in zona pedonale

L'area pedonale di fianco a piazza Garibaldi
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L'area pedonale di fianco a piazza Garibaldi

Vada, la protesta di una mamma dopo una serata in piazza: «Era piena di lividi e ferite. L'uomo era ubriaco, servono maggiori controlli»

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VADA. Quando l’ha vista a terra, travolta da quella bici in corsa, le è mancato il respiro. Perché ha pensato che la sua bimba potesse essere rimasta ferita in modo grave. Per fortuna non è stato così, visto che alla piccola - 17 mesi - è stato riscontrato un trauma cranico e varie escoriazioni. Ma certo se l’è vista brutta. Così sua madre ha deciso di reagire, raccontando questa storia e chiedendo maggiori controlli. «Sabato scorso - racconta Sabrina Sansone - io e la mia famiglia eravamo a Vada, in piazza Garibaldi, a cena fuori. L'area è chiusa all'accesso delle auto e io mi sono sentita tranquilla nel far giocare lì intorno mia figlia di 17 mesi, che non voleva più stare seduta al tavolo, chiaramente sotto la supervisione di un adulto nello specifico di mia sorella, sulla strada dove c'erano anche altri bambini».

Niente di strano, se non fosse che a un certo punto la piccola è stata travolta da un uomo in bici. «Ad un tratto - ricorda la mamma -, veloce come un proiettile, si è lanciato nella folla a bordo della sua bicicletta, un uomo non italiano, ubriaco e con le cuffie nelle orecchie, che ha scansato per un pelo una bambina dell'età di mia figlia, il cui padre è il maresciallo dei carabinieri Della Rocca di Rosignano Solvay, che ringrazio vivamente per la disponibilità dimostrata nei nostri confronti». Il fatto è che l’uomo in bicicletta «non ha assolutamente visto mia figlia scaraventandola al suolo bruscamente, causandole un forte trauma cranico con diversi bernoccoli ed escoriazioni al volto e alle mani, con conseguente corsa al pronto soccorso con ricovero per osservazione ed accertamenti». La bimba è rimasta 24 in osservazione, poi è stata mandata a casa con la prescrizione di essere tenuta sotto controllo. «Il "signore" in questione - prosegue Sansone - non si era nemmeno reso conto dell'accaduto, fermandosi diversi metri più avanti perché circondato dalla folla. Ecco io mi domando che tutela abbiamo noi cittadini di fronte ad un avvenimento del genere? Nessuna! Diciamo che nel nostro caso è andata "bene" anche se mia figlia deve stare sotto osservazione ancora una settimana per scongiurare ogni pericolo, ma poteva succedere di peggio».

Ecco che la donna suggerisce che le verifiche all’interno delle aree a traffico limitato siano incrementate. «Io sono del parere che su un'area "pedonale" - conclude la mamma - l'accesso alle biciclette debba essere multato, servono più controlli, poteva capitare a chiunque di investire ed essere investito, ma nel mio caso si tratta anche di uno straniero. Pur non essendo io una persona razzista, in certe situazioni è chiaro che si diventa cattivi». La famiglia della piccola ha intenzione di sporgere denuncia e ha scritto al Comune, «per incentivarli ad un maggiore controllo, mi auguro che quanto detto non venga ignorato e che seriamente vengano presi provvedimenti per tutelare le vittime ed evitare che ve ne siano altre». «Vorrei ringraziare tutti i presenti che ci hanno aiutato, fra cui, il maresciallo Della Rocca, Giacomo Bernini proprietario del negozio Arteottica e il personale del ristorante "La Meridiana"».

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