Il Tirreno

Chiazze in mare, decine di telefonate in Capitaneria

di Anna Cecchini
Chiazze in mare, decine di telefonate in Capitaneria

Striscia biancastra dalle Gorette fino ad Andalù, la guardia costiera e Arpat hanno perlustrato la costa: «Nessun pericolo, è una fioritura di alghe»

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CECINA. Paura per la presenza di una lunga striscia di colore giallastro, avvistata davanti alla costa fra Cecina e Marina di Bibbona. A dare l’allarme alla Guardia costiera di Cecina, guidata dal comandante Domenico Guarino, sono state decine di telefonate di cittadini e turisti, preoccupati per la presenza di questa grande chiazza che in certe zone si è avvicinata molto alla riva. E ha intimorito le famiglie, tanto da far decidere qualche bagnante di non immergersi in mare.

Prima di tutto gli uomini della guardia costiera hanno deciso di andare a verificare l’ampiezza della chiazza, constatando come fosse larga tra i 70 e i 130 centimetri e che era visibile circa due chilometri al largo. Il fenomeno è stato segnalato su tutta la costa fra Marina di Cecina e Le Gorette, con avvistamenti anche nelle acque antistanti Andalù-Tombolo e Marina di Bibbona. Praticamente l’intera costa a sud delle Gorette è stata “rinchiusa” da una cintura di materiale che a prima vista può sembrare schiuma di un bianco sporco. Materiali, impalpabili e inodore, che in realtà erano già stati avvistati davanti alla costa cecinese a partire da sabato scorso.

Gli uomini della Guardia costiera hanno allertato i tecnici del dipartimento Arpat di Livorno, che una volta giunti a Cecina hanno effettuato un nuovo sopralluogo al largo. Arpat ha ispezionato le schiume, senza effettuare nessun campionamento. «Dall'esame visivo - fa sapere l’Agenzia regionale per al protezione ambientale - si è constatato che si trattava di materiale organico sotto forma di aggregati in decomposizione, misto a frammenti di posidonia e non di schiuma derivante da inquinanti chimici». Da qui la decisione di non effettuare particolari prelievi di acqua.

Anche la Guardia costiera, con l’intento di rassicurare le decine di bagnanti che hanno contattato l’ufficio locale, fa sapere che «la composizione della chiazza è organica, non fecale né chimica né con idrocarburi». Dovrebbe infatti trattarsi di «fioritura algale sfociante in agglomerato batterico con natura reticolata, all'interno della quale inevitabilmente rimangono intrappolati tutti i corpi sospesi; non è nociva né pericolosa».

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