Il presidio
Abusi edilizi, tre sanatorie nelle fila della maggioranza
Bibbona, il quadro tracciato con nomi e numero di pratica dagli esponenti del gruppo d'opposizione Responsabilità civica a seguito degli accertamenti negli uffici comunali
BIBBONA. Messe in fila. Contate e spulciate. Nel Comune di Bibbona ci sono 22 pratiche edilizie intestate a consiglieri della maggioranza. Un lavoro a ritroso quello portato avanti dal consigliere della lista d’opposizione Responsabilità civica Massimiliano Rugo nel «segno della trasparenza». Al punto che «tre di queste pratiche risultano essere sanatorie edilizie, in parole povere abusi edilizi in sanatoria ad opera di consiglieri comunali guidati dal sindaco Massimo Fedeli». E aggiunge: «Zero pratiche invece a carico dei rappresentanti dell’opposizione».
Stando alla ricostruzione di Rugo tra le 22 pratiche esistenti agli atti dell’ufficio Edilizia privata, 12 sono intestate alla Consigliera con delega all’Agricoltura Gianna Bigazzi «di cui una in sanatoria». E ancora: «Sei le pratiche riferibili all’attuale assessore al Patrimonio, aree protette e sicurezza Enzo Mobilia, di cui una in sanatoria. Due per il consigliere Riccardo Cresci, di cui una in sanatoria». Inoltre, l’esponente di opposizione indica il vicesindaco Simone Rossi «con una pratica edilizia, la numero 40 del 2002 e l’assessore Enzo Mulè con delega ai Lavori pubblici, con la pratica 176 del 1991». Un lavoro certosino che per Rugo «sta dando i primi frutti in termini di trasparenza degli amministratori pubblici».
Entra nel dettaglio. «La pratica edilizia 188/2010 intestata a Gianna Bigazzi ha evidenziato che questa veniva sanzionata nel 2011 per dei lavori edili eseguiti in parziale difformità al pagamento di 22.260 euro e che solo tre anni dopo, l’ufficio Edilizia privata si era ricordato per un “mero errore” così cita la lettera del 7 agosto 2014, (Prot. n.5351 del 07/08/2014 a firma del responsabile Edilizia privata Sandro Cerri) di accettare la richiesta di rateizzazione della sanzione in quattro comode rate, dopo tre comodi anni, di 5.565 euro da pagarsi la prima entro 10 giorni dal ricevimento dell’avviso e le successive entro 6,12 e 18 mesi». Ma stando a Rugo dalle carte avrebbe accertato che «il 7 luglio scorso presso l’ufficio Servizi finanziari e tributari è risultato che la consigliera dopo il pagamento della prima rata eseguito il 18 agosto 2014, fresca di nomina a consigliera comunale nelle file della maggioranza, ha ben visto di non pagare le rate successive».
E sottolinea: «Rimane ancora da chiarire, ed è oggetto di accertamenti, come possa essere sfuggito al responsabile dell’Edilizia privata il mancato pagamento di una sanzione così importante atteso che scaduti ampiamente i termini del pagamento della seconda rata, nessuno dell’ufficio preposto alla vigilanza, si è preoccupato di verificarne l’incasso, ovvero di notificare un avviso di morosità alla consigliera». L’esponente di Responsabilità civica sembra deciso ad andare a fondo. «Sono in corso gli accertamenti sulle altre sanatorie edilizie, in particolare a quelle intestate a Cresci e Mobilia – conclude –. È inutile chiedere le dimissioni di questi signori poiché, nessuno escluso, sembra avere la facoltà di percepire come illecito ed ingiusto il proprio agire umano ed amministrativo».
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