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Movimenti civici in allarme «Prende corpo la fusione»

RIPARBELLA. «L’Unione dei Colli marittimi pisani, costruita senza solide fondamenta frana di nuovo e le responsabilità di chi l’ha voluta e costruita ad ogni costo in tal guisa vengono mascherate con...

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RIPARBELLA. «L’Unione dei Colli marittimi pisani, costruita senza solide fondamenta frana di nuovo e le responsabilità di chi l’ha voluta e costruita ad ogni costo in tal guisa vengono mascherate con scuse assurde». è quanto sostiene il capogruppo dei movimenti civici dell’Unione Alessandro Lucibello Piani. Che aggiunge: «Le linee programmatiche del presidente dell’Unione Simona Fedeli, sindaco di Montescudaio, sono un romanzo di fantascienza in cui ci si dimentica, o si fa finta di dimenticarsi, che il progetto dell’Unione, privo di una strategia condivisa, ha una zoppia ormai cronica e dall’altra s’inizia a scrivere nero su bianco la parola “Fusione” testimoniando quanto abbiamo sempre denunciato come movimenti civici: il carrozzone dell’Unione è stata solo la foglia di fico per arrivare alle fusioni senza mai dirlo apertamente».

Il capogruppo dei movimenti civici parla di linee guida dalla natura «Montescudaio-centrica» e di una «banale estensione a tutti e 4 i comuni dell’Unione del programma elettorale del sindaco di Montescudaio, fatto che non può non creare evidenti imbarazzi agli altri sindaci». Non sarebbe stato sufficiente il dibattito di oltre due ore in consiglio per far cambiare verso al proponente e sono state respinte tutte le proposte di rinvio per approfondire meglio e ricompattare i Comuni.

«Anche la procedura e il metodo adottato dal presidente Fedeli (Pd), diverso da quello adottato nella precedente legislatura Lucchesi (Pd), è stato più volte contestato proprio per l’evidente incapacità nel generare quella minima condivisione necessaria al funzionamento dell’Unione». Rigettata con 7 voti contro 6 la proposta del gruppo Movimenti civici di portare le linee guida nelle commissioni come fatto in passato per una migliore condivisione, le linee programmatiche sono state messe subito al voto «ignorando persino una proposta di emendamento del sindaco di Castellina, e l’Unione le ha approvate con soli 7 voti su 15, 2 assenti, 4 astenuti, 2 contrari».

Lucibello Piani lancia una domanda: «Quale credibilità politica può ora avere il presidente Fedeli che in merito alle proprie linee programmatiche è ora sostenuta solo da un gruppo consiliare su 4 e 3 sindaci su 5?». Che prosegue: «Un politico navigato ed esperto, veramente convinto che l’Unione sia la soluzione, non avrebbe mai portato al voto una proposta non condivisa da così larga parte della assemblea. La spiegazione dell’accaduto ha quindi due letture: il presidente Fedeli non è un politico navigato ed esperto e ha perso lucidità lasciandosi guidare solo dal proprio orgoglio oppure il presidente, o il suo gruppo consigliare, volevano creare le condizioni per far emergere una spaccatura nell’Unione per poter così viaggiare più spediti verso le fusioni. Il prossimo ostacolo sarà l’approvazione del bilancio dell'Unione».

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