Da due anni in attesa di un’operazione
Rosignanese deve rimuovere dei calcoli: «Un’odissea per l’intervento». Lettera all’Asl e a Rossi
ROSIGNANO. Il blocco degli interventi chirurgici delle sale operatorie dell'ospedale di Cecina, dal 27 giugno al 30 agosto, sta creando disagi anche per chi pur non essendo registrato nelle liste di urgenze, avrebbe la necessità di accedere alla sala operatoria, per fronteggiare una malattia con cui non è possibile convivere. È il caso di Manuela De Santi, in lista per un intervento alla colecisti, che dovrebbe toglierle del calcoli alla cistifellea che le provocano dei dolori intollerabili «Due anni fa ho iniziato a confrontarmi con questo calvario fino a quando i medici hanno trovato la mia cistifellea piena di calcoli, rimanendo sorpresi dalla gravità delle mie condizioni e indirizzandomi già da fine marzo alle procedure di pre ospedalizzazione, con una fascia di evasione dell'intervento di 30 giorni».
De Santi a oggi non è stata ancora operata «il dolore con cui convivo non è fronteggiabile e per questo ho dovuto cessare il mio rapporto di lavoro, assistevo delle persone disabili, e soprattutto non ho potuto cercare un lavoro stagionale per questa estate, perché non sono fisicamente in grado di sostenerlo -e aggiunge- continuo quindi a convivere con i dolori che mi provocano questi calcoli e in più sono forzatamente disoccupata».
La signora De Santi ha scritto anche una lettera indirizzata alla Usl e al presidente della Regione Enrico Rossi che ha ricevuto una risposta in cui si specifica che la richiesta di un ulteriore intervento di ginecologia abbia creato un prolungamento dei tempi di attesa «l'ulteriore intervento di ginecologia è stato conseguente all'aggravarsi della mia situazione con i calcoli, mi fecero degli esami per l'ipofisi e la tiroide. Chiesi specificatamente se l'aggiungersi dell'intervento ginecologico avrebbe potuto dilatare i tempi di attesa perché altrimenti lo avrei bloccato per dare precedenza alla colecisti, si tratta di due interventi che prevedono il solito tipo di anestesia; mi dissero di no, che non c'erano problemi di questo tipo, mentre adesso mi dicono l'esatto contrario e i più che non ho sollecitato la pre ospedalizzazione, altra cosa non vera. Non sono andata al pronto soccorso perché mi sono affidata a quello che mi dicevano e adesso mi trovo in queste condizioni».
Nella situazione attuale le sale operatorie riapriranno a settembre e alla De Santi è stato detto di essere al 27° posto in lista «non ci sono però informazioni circa i tempi di evasione delle liste di attesa e io temo che ci saranno altri prolungamenti -e aggiunge- sono sola, sto male, ho due bambini e non posso lavorare, voglio avere la certezza che a settembre finalmente entrerò in sala operatoria».
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