Il Tirreno

Bidone in spiaggia scattano le indagini sul suo contenuto

Bidone in spiaggia scattano le indagini sul suo contenuto

Bibbona, il fusto di colore blu rinvenuto vicino al Free Beach Escluso il legame con il carico dell’eurocargo Venezia

2 MINUTI DI LETTURA





BIBBONA. Per un attimo è riaffiorato lo spettro dei bidoni tossici. Quei 198 che il 17 dicembre 2011 l’eurocargo Venezia, a largo dell’isola di Gorgona, ha disperso in mare a causa di una manovra repentina per evitare una collisione. A fine maggio, nei pressi del bagno Free Beach di Marina di Bibbona, un fusto di colore blu è stato portato fino a riva. Subito sono intervenuti i tecnici del Comune che, a loro volta, hanno chiesto analisi più approfondite alla ditta Ecoflash di Livorno.

I tecnici del Comune, alla luce anche della vicenda dell’eurocargo Venezia e di 71 bidoni ancora dispersi nel mare, hanno voluto approfondire la questione. Per questo, oltre alla ditta Ecoflash, come da prassi si sono rivolti all’Arpat. Il bidone in questione è, infatti, sì di colore blu come quelli tossici caduti in mare quattro anni fa, ma con quasi certezza non fa parte dei 71 ancora non rinvenuti dell’eurocargo Venezia.

Quello arrivato poco più di due settimane fa sulla spiaggia a Marina di Bibbona, infatti, è di plastica mentre quelli tossici erano, anche esternamente, di metallo. Fugato il primo dubbio restava, comunque, da valutare se il bidone riportato a riva contenesse liquidi potenzialmente tossici o inquinanti.

Nel frattempo, i tecnici del Comune di Bibbona hanno provveduto a conferire il rifiuto presso il centro di raccolta di Marina di Bibbona in attesa dei risultati della ditta Ecoflash, anche per decidere il tipo di smaltimento più adeguato del contenuto del fusto.

Un fusto che, già ad una prima occhiata, presentava un foro piuttosto evidente. Dalle risultanze delle analisi, come confermato dai tecnici della Ecoflash, il contenuto del bidone in questione non sarebbe tossico. Resta il giallo di quel buco che, comunque, potrebbe aver fatto disperdere il liquido inizialmente inserito al suo interno.

Un mezzo giallo, dunque, ancora da risolvere fino in fondo, visto che è impossibile capire la provenienza di questo involucro riemerso a Marina di Bibbona. Tuttavia, il pericolo che potesse appartenere ai bidoni tossici dell’eurocargo Venezia è stato scongiurato definitivamente.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera