Ciucheba: la società non demolisce senza avere garanzie
Rosignano, salta l’accordo di febbraio: il rudere sul litorale di Castiglioncello resta così com’è. La Santa Giulia Srl vuole certezze sulle volumetrie
CECINA. Fumata nera sulla demolizione dell'ex Ciucheba, la discoteca cult di Castiglioncello che ormai, dopo anni di abbandono, è divenuta un rudere. Senza contare i problemi di sicurezza legati alla presenza sul lungomare, che in estate è frequentato a qualsiasi ora, di un edificio in completo degrado. Proprio queste le premesse che a metà dello scorso febbraio avevano portato a una sorta di accordo verbale tra il Comune, sempre più preoccupato per lo stato di conservazione del rudere, e l'immobiliare Santa Giulia, proprietaria dell'edificio alle porte di pineta Marradi. Un accordo sulla base del quale, come allora aveva chiarito l'assessore all'urbanistica Margherita Pia, l'immobiliare Santa Giulia si è era "impegnata a presentare all'amministrazione comunale una richiesta di demolizione, che implica il mantenimento dei diritti volumetrici, ai sensi delle normative nazionali e regionali".
Fatto sta che a distanza di quasi quattro mesi, con la stagione turistica abbondantemente iniziata, a sud della pineta Marradi continua a far bella mostra di sé lo scheletro cadente dell'ex Ciucheba. Un rudere che neppure le pannellature in legno, sistemate lo scorso anno per evitare il distacco di pezzi di intonaco e per riparare almeno in parte dalla vista dei passanti un edificio che certo non migliora l'immagine turistica di Castiglioncello, riescono a nascondere completamente.
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Ecco, ora che l'estate è cominciata, emerge come la società Santa Giulia, nonostante l'accordo fatto a febbraio, abbia inviato al Comune una nota in cui chiarisce che l'eventuale demolizione potrà essere fatta solo nel momento in cui ci sarà la certezza di poter ottenere analoga previsione volumetrica. "Hanno fatto presente - chiarisce l'assessore Pia - che demoliranno solo quando avranno chiarezza di quello che stabilirà il nuovo Piano operativo (ossia il pacchetto di previsione urbanistica che finora si chiamava Regolamento urbanistico, ndr)". E siccome il Comune deve dare l'avvio ufficiale al nuovo Piano operativo, di fatto ad oggi l'immobiliare Santa Giulia non ha in mano alcuna previsione di intervento ufficiale. Da qui, probabilmente, la decisione di temporeggiare sulla demolizione.
"Il Regolamento urbanistico esiste - precisa Pia -, ma devono essere rivisti i comparti contenuti nell'allegato 1, che possono essere annullati, trasformati o rinnovati". E' evidente che uno dei progetti in ballo è proprio quello riguardante l'edificio dell'ex Ciucheba. "Le nuove normative - sottolinea l'assessore - permettono ai Comuni che erano in fase di monitoraggio, di dare avvio al Piano operativo con possibilità di fare varianti semplici su progetti che vengono ritenuti più urgenti. La nostra intenzione è quella di approvare il Piano entro fine mese, verificando quelle che sono le situazioni di urgenza, come appunto l'ex Ciucheba. Immediatamente dopo i privati possono presentare la variante".
Se anche il Comune con la fine di giugno desse il via libera al nuovo Piano operativo, non è certo detto che l'immobiliare Santa Giulia presenti la variante subito dopo. L'impressione è che l'iter burocratico si allunghi e che il rudere tra la pineta e il lungomare non sia destinato ad essere demolito in tempi brevi. "Noi abbiamo chiesto alla proprietà - termina Pia - che almeno siano fatte una ripulitura e una bonifica, per evitare problemi di sicurezza".
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