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Barabino deluso «Ma abbiamo recuperato bene»

CECINA. Una corsa a ostacoli e contro il tempo: la Lega lanciata in solitaria, l’ufficializzazione di Mugnai solo a fine aprile. Paolo Barabino, capolista per Forza Italia nel collegio livornese,...

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CECINA. Una corsa a ostacoli e contro il tempo: la Lega lanciata in solitaria, l’ufficializzazione di Mugnai solo a fine aprile. Paolo Barabino, capolista per Forza Italia nel collegio livornese, analizza il risultato senza nascondere la delusione. Ma pragmaticamente guarda il bicchiere mezzo pieno. «I numeri non sono esaltanti - commenta - però quando abbiamo iniziato quest’avventura i sondaggi ci davano al 4%. La nomina di Stefano Mugnai è arrivata molto tardi, e con la situazione in cui si trova il partito abbiamo dovuto fare miracoli... Avevamo due strade: non rischiare, oppure metterci la faccia e correre comunque. Io ho scelto la seconda opzione, in un’ottica di responsabilità e di servizio. Il risultato non è il massimo, ma siamo comunque riusciti a recuperare una parte del divario. Certo, se analizziamo il voto, vediamo che laddove Forza Italia si è presentata unita con la Lega, ha vinto. In Toscana purtroppo questo non è successo».

Paolo Barabino è arrivato secondo nel collegio livornese preceduto da Ruggero Barbetti. In tutto 2.103 preferenze contro le 2.180 del sindaco di Capoliveri. Ha centrato però un piccolo exploit personale a Cecina con 982 preferenze, e dove Forza Italia ha ottenuto il 13,6%, contro la percentuale regionale ferma al 9,1. Un gruzzolo che potrebbe capitalizzare per le prossime comunali? Una battuta che l’avvocato non raccoglie. «Ci sono ancora quattro anni di tempo - glissa -; ora la cosa fondamentale è capire che cosa vuole fare il partito. Con le dimissioni del coordinatore regionale di Forza Italia Parisi dobbiamo verificare come muoverci, avere un quadro politico di riferimento dal nazionale a scalare fino a livello locale». Barabino è anche segretario provinciale del partito azzurro. «Come coordinatore - dice - sono favorevole e disponibile a un confronto - dice -: credo che dopo il voto dobbiamo aprire un percorso serio e approfondito, senza fretta ma dobbiamo ripensare a un soggetto politico rappresentativo del centrodestra».

Una partita che in Toscana passa dalle guerre fiorentine tra l’ex coordinatore Denis Verdini scaricato da Berlusconi e l’astro nascente Deborah Bergamini. (m.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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