Sette adulti su 10 al fronte il tributo di Montescudaio
MONTESCUDAIO. Tra le tante iniziative che si rincorrono in questi giorni per celebrare il centenario dell’entrata dell’Italia nella Grande guerra, spicca la mostra “Da Montescudaio al Carso”...
MONTESCUDAIO. Tra le tante iniziative che si rincorrono in questi giorni per celebrare il centenario dell’entrata dell’Italia nella Grande guerra, spicca la mostra “Da Montescudaio al Carso” realizzata dalla Consulta cultura del Comune di Montescudaio. Da domani, l’inaugurazione è per le 18, Palazzo Ridolfi apre le porte ed espone foto e documenti d’epoca, reperti raccolti alla fine di un percorso di ricerca iniziato lo scorso 4 novembre, quando durante la ricorrenza dell’armistizio di Villa Giusti venne annunciato il progetto “Adotta un caduto”. Da quel momento ha preso il via un lavoro «che ha tentato di recuperare la memoria locale della Prima Guerra mondiale provando a ricostruire il profilo della comunità in quegli anni» dice il sindaco Fedeli durante la presentazione.
L’evento ha richiesto un lavoro complesso e certosino svolto con competenza e passione da Lucia Pellegrini e Piero Petragli per una mostra che ha riportato alla luce fatti del nostro territorio. L’enorme volume di dati raccolti, sia dagli archivi che dalle collezioni private, ha permesso agli studenti dell’Istituto comprensivo Griselli di comporre testi di narrativa liberamente ispirati alle vicende dei soldati montescudaini sul Carso e di allestire uno spettacolo teatrale curato da Lara Santi in programma sempre sabato alle 18,30 presso la Sala polifunzionale del Poggiarello. Nel periodo della mostra, fino al 14 giugno, si troveranno affissi per le vie del paese dei cartellini che indicano le case dalle quali sono partiti 188 soldati, più del 70 per cento dei giovani adulti del paese. Un’eloquente dimostrazione dell’impatto della Guerra su Montescudaio. Nel mese di luglio l’artista Stefano Tonelli tornerà a Montescudaio con la serie “Restiamo Umani”, la striscia di lavori che indicano la necessità di «rieducarsi al prossimo, all’altro, all’ultimo» come dice Tonelli.
Lorenzo Creatini
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