Il Tirreno

Caos al Cup, ore di attesa per prenotare una radiografia e un prelievo

File al pronto soccorso di Cecina
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File al pronto soccorso di Cecina

A Cecina quatto sportelli aperti ma lunghe file, a Rosignano dalle 9 alle 14,45 per un esame del sangue

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CECINA. Capita che passato indenne dalla radiologia e dalla sala gessi, nel senso che in mezzora riesci a far tutto (rimozione gesso, radiografia di controllo, nuova visita ortopedica e bendatura), ti appresti a prenotare il successivo appuntamento (rimozione e rx) - operazione che normalmente dovrebbe impiegare circa 2 minuti - ed esci dall’ospedale due ore dopo. Tant’è.

E’ successo martedì 19 ad un paziente entrato all’ospedale alle 8,30 ed uscito alle 11. Succede sempre più spesso a decine di pazienti in attesa al Cup dell’ospedale. Dove si attende in media più di un’ora per prenotare un esame. Il nostro paziente ha preso alle 9 il numero 162, se n’è uscito poco prima delle 11. Ad altri non è andata meglio. E questo nonostante in servizio ci fossero ben 4 operatori.

Segno evidente che il Cup “generalista” dell’ospedale di Cecina (dove si fa tutto, comprese le pratiche amministrative) non è un modello ottimale. Nel senso che chi deve prenotare un esame già prescritto dall’ospedale (anche dallo stesso pronto soccorso) deve mettersi in fila con chi deve pagare un ticket, deve cambiare il pediatra o sbrigare una qualsivoglia pratica. E non sembre ci sono periodi di punta con 600 accessi giornalieri.

«Il ticket l’ho pagato alle casse automatiche per evitare la fila - racconta il paziente - solo che dovevo prenotare l’esame e non potevo fare altrimenti». Segno che anche i tanto sbandierati servizi informatizzati non funzionano. Il Cup dell’ospedale di Cecina è sempre stato un nervo scoperto nei servizi predisposti dall’Asl 6. Le attese allo sportello non fanno più notizia e, sebbene dopo vibranti proteste (l’ultima clamorosa nel marzo 2013 quella dell’ex sindaco di Montescudaio Pellegrini che minacciò una denuncia alla magistratura) , la situazione sia leggermente migliorata (anche con una maggiore copertura oraria del servizio), i problemi non sono stati risolti. E non va meglio al Cup di Rosignano, quello nel vecchio ospedale di via Moro.

Martedì 19 mattina, qui, è stata una giornata infernale. Ce la raccontano le tante persone in fila, uscite esauste dopo una mattinata da “bollino rosso”. «Il numero mi è stato preso alle 9,30 - spiega un cittadino di Rosignano - era il 90. Sono uscito alle 14,15. Cinque ore di attesa per prenotare un esame del sangue. Ma vi sembra normale?» Il fatto è che ieri, a quanto pare, allo sportello del Cup di Rosignano Solvay c’era un unico operatore. Che ha dovuto fronteggiare un numero di pazienti cospicuo ma non certo irresistibile a condizioni normali.

Anche sul Cup di Rosignano non sono mancate in passato proteste ei cittadini tanto che nel settembre scorso il sindaco Alessandro Franchi scrisse di suo pugno una lettera di protesta al direttore generale dell’Asl 6 Eugenio Porfido.

Eppure l’azienda aveva introdotto una serie di miglioramenti nei canali di accesso alle prenotazioni: tra questi la prenotazione degli esami Tao tramite call center, ma anche la possibilità di aver gli attestati di esenzione per invalidità civile direttamente presso il Dipartimento della Prevenzione o le esenzione per età e reddito presso altre strutture amministrative della zona. Mettersi in coda agli sportelli per pagare il ticket, inoltre, non sempre è necessario. In ospedale a Cecina sono in funzione due casse automatiche nella hall e una al poliambulatorio, ma anche ai distretti di Rosignano e Donoratico è possibile pagare senza attese. Per i referti vince il "fai-da-te". Diverse sono poi le soluzioni proposte per ritirare i referti: questi possono essere spediti a casa, ma non solo. In caso di maggiore urgenza possono essere stampati anche in autonomia nei nuovi totem collocati nell'atrio dell'ospedale e dentro al centro socio sanitario di Rosignano Solvay (via Moro). Evidentemente i problemi non sono stati risolti e il Cup, al di là del personale, ha bisogno di un’organizzazione che sia più rispondente alle esigenze dei pazienti. Molti dei quali vivono la situazione con un mix di rabbia e rassegnazione.

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