Dieci anni di Festa dei nonni e dei nipoti
San Vincenzo, una realtà in crescita. All’Auser i soci sono passati da 320 a 500
SAN VINCENZO. La 10ª edizione della Festa dei nonni e dei nipoti organizzata dall’Auser San Vincenzo domani a partire dalle 15 alla Cittadella delle associazioni di via Pertini è l’occasione per parlare col presidente dell’Auser locale Gianfranco Bellanzon e per fare una sorta di fotografia del mondo della Terza Età a San Vincenzo, un paese in cui quasi il 40% della popolazione residente ha oltre 65 anni. Una realtà importantissima del tessuto sociale che negli ultimi anni ha sempre maggiori esigenze e necessità.
Il fermo immagine di questa realtà è costituito dai dati delle attività riferiti al 2014, con i soci saliti a 500 (solo cinque anni fa erano 320). L’associazione conta 19 volontari per il laboratorio di sartoria e bricolage, 8 per la conduzione della sede di via Pertini, 1.689 sono le ore di compagnia domiciliare offrendo a assistenza a 18 persone, 551 gli accompagnamenti in auto a visite mediche e ospedaliere per un totale di 17.642 chilometri percorsi, 1.681 ore di assistenza nella residenza per anziani, 557 ore di attività fisica, oltre 200 ore di attività ricreative e di laboratorio, due gite sociali, 93 partecipazioni a feste paesane, conferenze, vendita di pasta coltivata nei terreni confiscati alla mafia, molte ore di ausilio per la spesa e consegna a domicilio. Un totale di 6.161 ore di attività solo nel 2014.
«Siamo ormai consolidati e strutturati – spiega il presidente Bellanzon –, sebbene manchi un tessuto di rinnovamento nel volontariato. Contiamo su due automobili acquistate l’una con il contributo dei soci e l’altra con quello del Comune di San Vincenzo, con cui ci muoviamo per la consegna domiciliare della spesa, l’accompagnamento a visite mediche e ospedaliere (gratuito se l’accompagnato ha un reddito sotto gli 8mila euro, soggetto a un contributo volontario se superiore)». Che conclude: «Le esigenze degli anziani crescono, tanto più se pensiamo che gli over 65 sono quasi il 40% della popolazione locale e ci sono sempre maggiori richieste di compagnia domiciliare. Gli anziani vorrebbero maggiori possibilità di socializzazione, anche tutti i giorni, e luoghi dove potersi riunire. Il fatto che in cinque anni i soci siano aumentati da 320 a 500 dimostra che le esigenze crescono».
Paolo Federighi
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