Il Tirreno

“Dopo di Noi”, come costruire il futuro

Incontro fra l’associazione Haccompagnami e le istituzioni. Donati: «Già definito lo statuto»

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ROSIGNANO. È stato un importante momento di confronto sulla “Fondazione di partecipazione Noi dopo. Durante noi”. Istituzioni, associazioni e tecnici del settore “Dopo di noi” si sono riuniti in un convegno in piazza del Mercato per fare il punto della situazione e per cercare soprattutto di dare una risposta alle tante famiglie con figli diversabili, molte delle quali presenti nella sala conferenze. Un convegno, coordinato dalla presidente di Haccompagnami Barbara Rossi, con l'obiettivo di discutere della fondazione di partecipazione che dovrà, una volta operativa, promuovere una certa indipendenza dei ragazzi diversamente abili per permetterli di riuscire a vivere in ambienti protetti senza la costante presenza dei genitori una volta che questi non ci saranno più o anche laddove non si trovino più nelle condizioni per crescerli. Preparare quindi il loro futuro da adulti cercando di prevenire probabili situazioni critiche di disagio o di emergenza. Indipendenza ed autonomia dei ragazzi diversabili, queste dunque le due basi dalle quali la fondazione di partecipazione deve partire. «Un progetto di comunità per la comunità – come lo ha definito Marco Agostini della Nuovo Futuro, aggiungendo come – sia necessario che tutti i soggetti, ciascuno con le proprie particolarità e le proprie peculiarità, vi confluisca per permettere di attivarlo in tempi brevi». Molti quindi gli interventi, sia di associazioni locali che delle istituzioni. «Come Società della salute – ha spiegato l'assessore Daniele Donati – abbiano definito lo statuto, ora dobbiamo chiudere l'attuale percorso concretizzandolo nel giro di qualche mese». Valutando certo le priorità ma incrociandole anche, come ha sottolineato il direttore stesso della Società della salute «con le risorse che non sono infinite». Tra le testimonianze quella della presidente della “Fondazione Scotto”, Enrica Monticelli, che gestisce un centro diurno e due case famiglia a Stagno, della vicepresidente di Haccompagnami, Patrizia Poli, che ha dedicato il convegno alla dottoressa Maria Laura Piazzi, «una persona – ha detto – che non c'è più ma che ci ha sempre supportato e sopportato in tutto il nostro percorso» e della presidente di “Non siamo soli” Gabriella Bianco. Tutte e tre hanno evidenziato l'impegno delle rispettive associazioni nel cercare di far raggiungere ai ragazzi diversabili una maggiore autonomia possibile attraverso vacanze, corsi di pet therapy, pittura, giardinaggio o laboratori teatrali come quelli organizzati dal pedagogista Lamberto Giannini. «Non abbiamo più tempo per aspettare – hanno detto in un appello accorato – nelle famiglie ci sono già situazioni a rischio, abbiamo bisogno sia delle istituzioni che di tutta la cittadinanza».

Elisa Pastore

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