Meteo
Tubone, la convivenza ha i giorni contati
L’assessore Carli: «C’è da prendere atto che il ripascimento è una parte di un progetto complesso»
CECINA. Tagliate altre decine di metri del maxi tubo. L’operazione di smantellamento del serpentone lungo un chilometro, installato sul litorale di Marina per dare corso al ripascimento, poi saltato e rinviato all’autunno, sono proseguite. Gli operai della Sales Spa assistiti dal meteo continuano a riavvolgere il tubone, un pezzo dopo l’altro.
La polemica sull’ingombrante tubone che doveva sversare la sabbia sul litorale ma ha finito per occupare la spiaggia per settimane, a cavallo dei ponti di Pasqua e del Primo maggio, sembra non sfiorare chi lo usa come seduta o vi si sdraia vicino per i primi bagni di sole della stagione.
Eppure il passo falso, al di là delle ragioni tecniche dichiarate per giustificare l’annullamento dell’operazione, rimane. A saltare prima ancora del ripascimento della cella 3 è il dragaggio della darsena vecchia del porto che avrebbe dovuto fornire i materiale necessario.
«È sufficiente che il tubone venga tolto». Non azzarda previsioni sulla fine dei lavori l’assessore alla Qualità urbana di Cecina Giamila Carli. Eppure, sebbene il termine indicato dal Comune sia il 15 maggio, tutto fa pensare che la spiaggia potrebbe essere sgomberata entro la fine di questa settimana.
«C’è solo da prendere atto che si tratta di un lavoro complesso e che ha necessità di essere accompagnato da tutti i soggetti coinvolti – dice l’assessore Carli –. La realizzazione del porto turistico si lega al progetto di protezione della costa per la sabbia messa a disposizione per i ripascimenti. Materiale che altrimenti non avremmo avuto a disposizione. Da qui la difficoltà di tenere insieme progetti, cantieri e imprese che operano su segmenti diversi, ma che in qualche modo sono tra loro interdipendenti. Ed è questo il caso della sabbia che avrebbe dovuto essere sversata nella cella 3, recuperata dal dragaggio della darsena vecchia del porto».
L’assessore torna a far quadrato a difesa del risultato finale: «Il completamento del progetto antierosione a protezione di Marina e del porto turistico». E conclude: «Al di là delle polemiche è necessario avere la consapevolezza che non aver sversato la sabbia non significa aver perso un pezzo del progetto. L’operazione si farà nei mesi successivi alla stagione balneare». (m.m.)
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