Solvay, più controlli medici sui lavoratori
Bozza integrativo: la richiesta delle rsu, prevista una revisione dei profili rispetto agli esuberi e attenzione per il teatro
ROSIGNANO. É stata presentata ieri mattina alla Solvay la bozza, redatta dalle varie Rsu, del contratto integrativo aziendale triennale 2015 - 2017 (per Rosignano, San Carlo e Ponteginori).
Una contrattazione di secondo livello (integrativa al contratto nazionale) prorogata di un anno a causa della cessazione di un ramo d'azienda e della costituzione della nuova Società italiana del cloro. «A seguito del progetto Wcf del 2013 – ha commentato la coordinatrice Rsu Rossella Vallini assieme ai colleghi Antonio Ingallunesi, Igor Tinagli, Lorenzo Martini, Stefano Strabone e Massimo Neri – che prevede un risparmio complessivo di 100 milioni di euro sulle sodiere in Europa, a Rosignano è stata annunciata una riduzione della capacità produttiva di circa 700mila tonnellate ed un risparmio di 20milioni di euro annui. Chiaro quindi che le azioni intraprese cambieranno completamente l'assetto dello stabilimento».
Otto i punti sui quali si sono soffermati all'interno della piattaforma triennale elaborata coinvolgendo tutti i lavoratori: salute, sicurezza e ambiente in primis, investimenti per il rilancio dell'azienda, organizzazione del lavoro, formazione dei dipendenti, premio di partecipazione, appalti, pari opportunità ed infine responsabilità sociale e welfare.
«Abbiamo percepito un interesse ad accorciare i tempi – hanno commentato – per cui siamo fiduciosi che entro un mese possa iniziare la fase di trattazione». La preoccupazione maggiore riguarda la prossima scadenza, nel 2017, del Cip 6 per la centrale Rosen. «Una centrale – hanno ribadito – che dà energia e vapore allo stabilimento ad un costo sostenibile per le nostre produzioni per cui chiediamo, facendo riferimento al contratto nazionale, di avere un ruolo attivo su questa partita dalla quale passano la competitività ed il futuro stesso dello stabilimento, di essere quindi coinvolti nel processo decisionale poiché, ad oggi, nonostante l'incontro dello scorso anno con il presidente Rossi, non vi è ancora una risposta precisa. Quanto agli investimenti chiediamo inoltre una verifica semestrale sul loro andamento complessivo con particolare attenzione all'ambiente e alla sicurezza». Tra le tematiche affrontate anche quella della riduzione del personale, entro il 2015, attraverso una procedura di mobilità incentivata su base volontaria che riguarda circa 70 dipendenti. Una riorganizzazione tale del lavoro per cui richiedono, nella bozza del contratto integrativo, una rivisitazione dei profili delle nuove mansioni.
Tra le proposte quelle di: «essere maggiormente coinvolti nella stesura dei piani formativi, – hanno detto le Rsu - di legare il premio di partecipazione, che per sua stessa natura è variabile, ad una politica di risparmio nell'ottica della sostenibilità ambientale, oltre ad una politica di valorizzazione delle imprese locali che hanno risentito maggiormente della crisi».
Ancora, pari opportunità e un welfare a sostegno sia dei lavoratori che delle famiglie. «Vogliamo che i frutti del passato come il Teatro Solvay non vengano dispersi – hanno concluso - che il capitale umano venga inteso anche come benessere all'approccio stesso con il lavoro». Tra le ipotesi quella, ad esempio, di approfondire i controlli medici come l'elettrocardiogramma sotto sforzo «visto le malattie che negli anni si stanno accavallando per il cambiamento stesso del lavoro».
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