Dall’idea alla realtà, il riciclo come arte
In mostra i lavori degli studenti dell’Istituto Marco Polo della prima e seconda liceo artistico
CECINA. Questa volta hanno utilizzato materiali di scarto, dimostrando che attorno a noi esiste un mondo. Fino al 13 maggio la mostra “Dall’idea alla realtà” celebra l’estro degli studenti dell’istituto Marco Polo, ramo grafico e pubblicitario. Due classi, la prima e la seconda liceo artistico, hanno lavorato dall’inizio dell’anno attorno a un concetto semplice: il riciclo. Partendo da qui, hanno creato lampade, disegnato e cucito cravatte, vestito un manichino e mille altre cose ancora recuperando bottiglie, bicchieri, scatole di cartone e stoffe dando loro una seconda vita.
Merito del professor Rocco Musolino e delle materie legate al design se gli studenti si sono incuriositi e, per una volta, hanno scelto ago e filo, lattine di metallo e tempere invece dei computer e delle lavagne elettroniche. Il salto indietro nel tempo ha richiesto pazienza ed eleganza, ma complice l’entusiasmo plastica e affini sono divenuti ora soprammobili semplici e raffinati.
«L’obiettivo – spiega l’insegnante – è sviluppare la creatività degli alunni partendo da una semplice intuizione. Il riciclo degli oggetti di uso quotidiano è stato il punto di partenza». La rassegna è aperta in uno dei laboratori della scuola tutti i giorni dalle 8 alle 14 e a richiesta i pomeriggi di martedì, giovedì e venerdì.
Gli studenti si sono divertiti, perché durante i mesi hanno seguito lezioni fuori dagli schemi, pensando e disegnando, componendo e colorando. Posate, scatole di cartone spesso divenute palcoscenici di teatro con figure semoventi, cartelloni dipinti in mille modi, un presepe portatile, animali di stoffa cuciti con sapienza sono soltanto alcuni dei manufatti esposti che hanno strappato i complimenti dei prof e degli amici. «Abbiamo dato spazio alla creatività e all’aspetto originale degli oggetti – prosegue Musolino – affinché chi visita l’esposizione capisca quante risorse abbiano gli adolescenti, e come mettano in pratica ciò che studiano». E alla fine della mostra, dove andranno i lavori? Alcuni a casa, ma bene sarebbe che in via Montesanto organizzassero un mercatino e in cambio di una donazione li cedessero ai privati. Domani, poi, arriverà a scuola Angela Nocentini, insegnante all’Accademia delle belle arti di Firenze, per una critica e per dare luogo a una collaborazione a partire da settembre.
Michele Falorni
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