Via il tubone dalla spiaggia anticipato l’intervento
I lavori di rimozione sono partiti ieri e si dovrebbero concludere entro sabato Soddisfatti i balneari di Marina, il ripascimento riprenderà dopo l’estate
CECINA. La ruspa inizia a mordere la sabbia di buon mattino. Riporta alla luce i maxi tubi installati prima di Pasqua per dare corso al ripascimento. Operazione saltata. Rinviata all’autunno, non senza lasciare sul litorale strascichi di polemiche per l’inutile occupazione della spiaggia nei ponti che annunciano l’avvio della stagione balneare. Ad alzare la voce è stato il Centro commerciale naturale di Marina bollando il tutto come un danno all’immagine turistica della frazione. Più cauti i rappresentanti delle imprese balneari che dall’inciampo non si ritengono danneggiati.
«Lo stanno togliendo perché per fare il ripascimento non sarebbero rientrati nei tempi previsti dall’accordo», sottolinea Massimo Cascione del Sindacato balneari aderente a Confcommercio. E azzarda una previsione: «A questo ritmo entro la fine della settimana sarà smontato per intero». Gli operai della Sales Spa, incaricata delle operazioni di ripascimento, lo smontano un pezzo alla volta. Tubi che vengono impilati provvisoriamente sulla spiaggia libera a nord dei bagni Bisori.
Smantellare il cantiere in una manciata di giorni sarebbe un record. Un’operazione che potrebbe anche sgombrare in parte i dubbi sull’efficienza dell’apparato a cui fa capo il ripascimento che avrebbe dovuto interessare la cella 3. Comunque, il termine indicato dall’amministrazione comunale alla Sales per togliere il tubo è la metà di maggio.
Sull’impatto visivo del maxi tubo nessun dubbio. «Certo che non è un bello spettacolo per la vista, ma ai nostri clienti che si sono affacciati sulla spiaggia in queste settimane abbiamo spiegato che si trattava di un impianto provvisorio e non abbiamo registrato polemiche o problemi. Sapevamo che lo avrebbero tolto e quanto accaduto lo trovo ininfluente». Assolve l’amministrazione comunale di Cecina anche il rappresentante di Fiba Confesercenti Giuseppe Campodonico. «È una questione di tempi della burocrazia e di mancati spazi in discarica per procedere con il dragaggio della darsena vecchia».
Guarda al calendario Campodonico. «Siamo sempre a maggio e in queste settimane non ho incontrato persone che non sono state in spiaggia perché c’era il tubone», dice.
L’occasione si presta a un primo bilancio dei lavori di ripascimento eseguiti nelle scorse stagioni. Sia Campodonico che Cascione concordano sulla tenuta della linea di costa nel tratto urbano del litorale e sul fatto che le imprese si trovano a gestire una spiaggia di dimensioni che a Marina di Cecina non si ricordavano da decenni. «Rimangono alcune criticità ma si tratta di aspetti minori che con il ripascimento che avrebbe dovuto essere fatto sarebbero state risolte», sostengono. E conclude Massimo Cascione: «Adesso si tratta di attendere almeno tre anni per verificare la tenuta della costa perché al di là di tutto è il mare che comanda».
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