Il presidio
Nuovo Futuro, c’è l’accordo coi sindacati
Rosignano, il documento verrà firmato il 30 aprile in Provincia: stop al bar delle Creste e alla tipografia, intesa trovata sugli altri settori
ROSIGNANO. Un confronto serrato, che fino alla sera del 29 aprile non ha portato alla firma ufficiale per mettere la parola fine ai timori di 120 famiglie. Il faccia a faccia tra organizzazioni sindacali e vertici della Nuovo Futuro ha però generato un accordo concreto. Ma la firma è attesa soltanto per la giornata del 30 aprile. Una firma che, se davvero andasse in porto, arriverebbe all’ultimo tuffo, quando ormai “il caso Nuovo Futuro” è agli sgoccioli anche nella tempistica per la trattativa in sede provinciale. E proprio da palazzo Granducale è arrivato l’input a riaprire il confronto, dopo che nei 45 giorni canonici previsti per le trattative sindacali le posizioni di cooperativa e sindacati si erano irrigidite, per scongiurare il licenziamento di 120 dipendenti.
Una manovra che in realtà i vertici della cooperativa hanno sempre spiegato sottolineando che i licenziamenti non sarebbero avvenuti, a meno che i 120 dipendenti non avessero rifiutato completamente la diminuzione dei turni di lavoro. La necessità primaria, come ha sempre sottolineato l’azienda, era infatti quella di ridurre il monte orario lavorativo in tutti i settori (primo fra questi quello dei dipendenti attivi nei Cup dell’Asl6). Durante il prosieguo della trattativa, sempre molto contrastata, è emersa però l’intenzione dell’azienda di interrompere definitivamente due attività: la tipografia e la partecipazione alla gestione del bar al centro Le Creste. Una volontà che il Cda ha ribadito più volte, anche in sede di consiglio comunale. E che alla fine sembra doversi concretizzare.
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Sebbene in ambiente sindacale e istituzionale le bocche siano cucite, sembra che l’accordo abbia effettivamente evitato il licenziamento dei 120 lavoratori. Che, anche se i dettagli sono ancora da capire, vedrebbero diminuito il monte orario di lavoro secondo proporzioni studiate analizzando caso per caso.
Questione a parte sembra essere il “pacchetto Creste-tipografia”, su cui i vertici aziendali pare non abbiano voluto tornare indietro di un passo. E così, sempre secondo indiscrezioni, pare che la partecipazione di Nuovo Futuro alla gestione della caffetteria delle Creste sia destinata a terminare. E che i dipendenti della coop impegnati in quell’attività possano essere “riassorbiti” da un altro soggetto che sarebbe interessato a subentrare a Nuovo Futuro nella co-gestione del bar del centro culturale. Quanto al futuro della tipografia, attività simbolo della cooperativa, sembra ormai destinata alla chiusura. Ma c’è da capire con chiarezza, dopo la firma ufficiale dell’accordo tra sindacati e azienda oggi a palazzo Granducale, che fine faranno i lavoratori impegnati in questo settore: se saranno licenziati o se invece la cooperativa abbia trovato il modo di utilizzarli per altre attività.
Fatto sta che con il 30 aprile potrebbe davvero concludersi il “caso Nuovo Futuro” , con una firma che andrebbe a scongiurare i 120 licenziamenti. Un accordo che nelle ultime settimane sembrava ormai impossibile da raggiungere. Soprattutto durante la prima tranche di trattative, quella precedente all’intervento della Provincia, la sensazione era che il Cda e i sindacati percorressero strade opposte. Evidentemente, quando a coordinare il confronto fra le parti è spettato alla Provincia, vertici aziendali e organizzazioni sindacali hanno ripreso a discutere. Una discussione estenuante, che è terminata con una forma di accordo. Solo oggi, con la ratifica ufficiale, saranno forniti dettagli maggiori per capire se davvero Le Creste e la tipografia chiuderanno e come saranno rimodulati gli orari di lavoro degli altri dipendenti.
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