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Porto a metà dell’opera fine dei lavori fra 3 anni
Le banchine e i servizi collegati danno già lavoro a circa 70 addetti. La società in vista dell’estate avvierà la selezione per tre stagionali
CECINA. Tre anni per la fine dei lavori. Per un colpo d’occhio libero da ruspe e impalcature sul porto turistico di Marina, che dalla primavera del 2012 ha iniziato a prendere forma alla foce del fiume. A indicare la data sul calendario è il presidente della Porto di Cecina Spa Giuliano Matteoli. «Siamo al 55% dell’opera – dice –. Quello che abbiamo costruito è stato fatto in poco più di due anni. Le opere più complesse come le linee d’acqua e i moli a mare sono già finiti».
I ritardi non mancano. A cominciare dal previsto dragaggio della darsena vecchia, che doveva partire da settimane e invece la draga non ha ancora iniziato a pescare. «Probabilmente non riusciremo a completare tutto nei tempi previsti per non intaccare l’avvio della stagione balneare. C’è un impegno nei confronti della città, ma anche verso gli ospiti del porto che non possiamo certo farli convivere con il rumore delle ruspe».
Un progetto da oltre 60 milioni di euro per il quale ne sono già stati spesi oltre 32 milioni, ma con il valore delle acquisizioni delle aree si supera del 70% il totale dell’investimento. L’ordine di grandezza dell’impegno economico lo dà il presidente del consiglio di amministrazione Matteoli, anche in vista dell’assemblea degli azionisti a cui si presenterà per l’approvazione del progetto di bilancio 2014. La prima convocazione è in agenda per il 30 aprile, ma tutto fa pensare che per i numero legale sarà raggiunto con la seconda convocazione il 7 giugno.
La società Porto di Cecina si appresta a fare il salto. E lo accenna il presidente Matteoli, pur precisando che non c’è alcuna fretta e che «aspetteremo che vi siano le condizioni di mercato». Il salto? «Per completare l’operazione servono dai 25 ai trenta milioni di euro – sostiene Matteoli –. Come società abbiamo in portafoglio degli asset importanti: dalle aree edificabili che valgono milioni di euro ai 200 posti per imbarcazioni dai 20 ai 40 metri che sono tutti ancora da vendere». E precisa: «Ad oggi abbiamo venduto solo quelli fino ai 12 metri. Si tratta di giocare una partita con buone carte pur consapevoli che in questi anni la condizione di mercato e la situazione della nautica da diporto non sono state favorevoli».
Servono una visione e una buona dose di ottimismo. «Ci conforta che tra chi sceglie di venire in affitto la metà è interessata all’acquisto del posto barca. Pratichiamo già una formula commerciale interessante, che prevede lo scomputo dei canoni pagati dal prezzo d’acquisto se l’operazione si perfeziona nell’arco di tre anni. Non abbiamo alcuna premura a vendere, mettere sul mercato quanto è necessario per acquisire le risorse per completare la costruzione del porto».
L’aver realizzato il 55% dell’opera permette la gestione dei servizi portuali. «I fondali ci sono e l’imboccatura è in sicurezza – sottolinea Matteoli –. Il porto è una realtà che tra diretti e indiretti genera occupazione per una settantina di addetti». Mette in fila i numeri il presidente della Porto di Cecina. «La nostra società ha 15 dipendenti e per la stagione estiva faremo 3 assunzioni di stagionali addetti ai servizi portuali. Ci sono poi i dieci addetti del cantiere navale, i dieci dipendenti delle due ditte che si occupano dei trasporti, i 12 tra il bar e il ristorante. Insomma, a Cecina per dimensione siamo la principale azienda e siamo una realtà in espansione».
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