Pacchi viveri, i soldi non bastano più Richieste in aumento
La Diocesi chiede aiuto per la Sorgente del Villaggio 175 famiglie seguite a Rosignano, due sue tre sono italiane
ROSIGNANO. 175 famiglie seguite nel comune di Rosignano: 175 famiglie che chiedono aiuto per andare avanti. E per aiuto s’intende la necessitò primaria: il cibo. Di queste, due su tre, 112, sono italiane. Un indicatore chiaro sull’emergenza povertà, sulla crescita del disagio economico, che anche nella nostra realtà di provincia non lascia scampo. I dati arrivano dalla Diocesi di Livorno. Che lancia l’allarme e rivolge un appello a privati cittadini e istituzioni: non voltatevi dall’altra parte, date una mano a chi ha bisogno. Il presidente del consiglio pastorale del V Vicariato della Diocesi, don Osvaldo Williams Bianco, non ci gira intorno. «La situazione di crisi e di difficoltà economica nel nostro territorio continua a farsi sentire sempre di più», dice il presidente del consiglio pastorale, un organismo formato da preti, diaconi e rappresentanti delle parrocchie e delle associazioni religiose del comune di Rosignano. «La difficoltà enorme del non trovare lavoro, aggiunta alla perdita di moltissimi posti di lavoro negli ultimi mesi sta mettendo in crisi la vita e la serenità di molte famiglie», scrive Bianco nella sua lettera appello.
Sono 175 le famiglie che a Rosignano, passando dai servizi sociali, ricorrono al sostegno alimentare attraverso i pacchi viveri distribuiti ogni due settimane. Di queste 112 famiglie (cioè 2 su 3) sono italiane. La gestione dei pacchi viveri è organizzata dalla Sorgente del Villaggio, che distribuisce gli alimenti ricevuti dalla Fondazione Banco Alimentare, raccolti nelle parrocchie o da altre associazioni e privati cittadini. «Ma non basta! - sottolinea don Bianco -: i contributi in denaro che provengono dagli enti pubblici sono pressoché insignificanti». Tremila euro dal Comune di Rosignano, 10mila euro dall’Asl6, «che a tutt'oggi non ha ancora erogato il contributo del 2014». La Sorgente del Villaggio è allo stremo. E dunque «i pacchi viveri con la consegna di questa settimana saranno sospesi perché non abbiamo più soldi in cassa». Facciamo due conti: ogni pacco che viene consegnato ha un valore di almeno 30-35 euro. Ogni mese vengono consegnati 350 pacchi, valore 10.500 euro.
Aggiunge don Osvaldo: «Le persone e le famiglie che hanno perso il lavoro necessitano non solo di generi alimentari, ma anche di sostegno per le bollette da pagare, per l'affitto, per i libri dei figli, per le medicine... Facciamo appello, in primis, alle comunità parrocchiali perché non vengano meno nel loro sostegno, ma anzi lo intensifichino, nello stimolo reciproco a vivere la solidarietà derivante dal Vangelo, nella raccolta degli alimenti, nella disponibilità a mettersi a servizio nella Caritas delle parrocchie o nella Sorgente del Villaggio onlus oppure nei turni al centro "Don Bosco" a Rosignano Marittimo. Non deleghino, ma si impegnino! Alle istituzioni perché svolgano fino in fondo il loro compito di aiuto e sostegno alla vita di tutti i cittadini e in modo prioritario a coloro che vivono la difficoltà della mancanza del lavoro e della casa. Compiano scelte di dignità e giustizia. A tutte le persone del territorio perché non si chiudano nel proprio benessere e nella sua conservazione gelosa ed egoistica. Non si girino dall'altra parte, ma impegnino la loro umanità!»
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