Italia
Un lungomare colmo di rifiuti abbandonati pulito dal gruppo Otp
I volontari hanno percorso il viale dalla Fortezza ad Andalù scovando ovunque plastica, cartacce e materassi
CECINA. «Piante e cespugli nascondevano strati di rifiuti da anni lasciati lì a marcire». Dalla piazza della Fortezza al parco verde accanto all’Imperfetto, passando dal largo Cairoli e dall’ex Circolo Forestieri. È lungo questo itinerario che si sono mossi, la mattina del 13 aprile, i volontari di Operazione territorio pulito (Otp) di Cecina. Il risultato è una mappa dell’inciviltà in una delle zone vetrina del turismo cecinese. A pesare è soprattutto il bilancio in negativo dopo il maquillage di piazze e strade fatto dal Comune di Cecina in vista delle feste di Pasqua.
Fazzoletti, scontrini, carte e cartacce finiscono nei sacchi dei volontari. Ma da terra e tra i cespugli scovano anche involucri di caramelle, gomme da masticare, sigarette, bottiglie di vetro e plastica, lattine e bicchieri. Serve classificarli per genere i rifiuti abbandonati, non fosse che per tentare di risalire a chi se ne è disfatto incurante dell’ambiente in cui li ha gettati. «Man mano che si procedeva i rifiuti sono stati collocati direttamente nei cassonetti Rea presenti in loco», raccontano i volontari Otp. E tra questi sacchi di plastica a brandelli e guanti di plastica dell’ortofrutta dei supermercati, cucchiai e cannucce di plastica. Ma a sorpresa hanno raccolto anche suole, scarpe e sandali, materassini e salvagenti gonfiabili. E micropolistirolo in origine parte di cassette per il pesce.
Il cruccio degli attivisti Otp, anche solo per la fatica di recuperarli sono i mozziconi di sigarette. «Una moltitudine in vasi, fioriere ed aiuole delle palme – dicono –. Tutti spazi trasformati in portacenere». E aggiungono: «A quando una pubblica operazione di sensibilizzazione per l’uso dei posacenere tascabili?».
Al termine dell’operazione di pulizia straordinaria da Otp scattano anche alcune segnalazioni all’azienda Rea e all’amministrazione comunale. Al gestore del servizio di raccolta dei rifiuti, in particolare, sono stati indicati alcuni ingombranti e rifiuti vari in grossa quantità addossati al ristorante Settebello, lato sud, ma anche altri accanto ai cassonetti in via Raffaele Rossetti. «L’inciviltà delle persone va contrastata con l’educazione nelle scuole ma anche con controlli puntuali delle autorità: verifica del lavoro delle ditte appaltatrici pagate dai cittadini per pulire anche gli spazi attorno ai cassonetti e dentro alle aiuole, come del corretto uso dei cassonetti in prossimità dei ristoranti, che emanano una forte puzza di pesce dovuta a sacchi neri dell’indifferenziata chiusi male o lasciati aperti». E ancora un invito a verificare «il corretto uso dei cassonetti bianchi o gialli della raccolta differenziata pieni di cartoni non piegati e mescolati a plastica e polistirolo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
