Il presidio
Nuovo Futuro, 255 soci alla prima assemblea
Quaranta minuti di fila all’ingresso per il controllo dei codici a barre Dibattito fiume e rottura con l’ex presidente. Il cda: grande spirito cooperativo
di Maria Meini
ROSIGNANO
Quaranta minuti di fila per entrare nella sala Don Nardini: raccontano così alcuni soci della Nuovo Futuro l’ingresso blindato alla prima assemblea della cooperativa. Quella con i codici a barre introdotti dalla dirigenza come lasciapassare per i soci.
255 soci presenti. Un’assemblea partecipatissima: c’erano infatti 255 soci sui 299 complessivi. Ed è normale, visto che era il primo incontro pubblico organizzato sul “caso Nuovo Futuro”, che da mesi tiene banco a Rosignano. E perché era stata chiesta a gran voce con una petizione organizzata dal socio fondatore Gino Bigazzi.
In discussione la sorte di 120 lavoratori, di cui molti soci, per i quali si prospetta un licenziamento e un successivo reintegro con taglio di monte ore, sempre che la trattativa vada a buon fine, e la chiusura di due settori della coop sociale delle Morelline, in cui lavora una decina di persone: la tipografia e il bar delle Creste, che Nuovo Futuro ha in gestione nella biblioteca comunale.
Codici a barre e ingressi numerati. Dunque giovedì sera alle nove i 255 soci si sono accalcati all’ingresso della sala di Marittimo. Controllati da un addetto munito di pistola a raggi infrarossi per leggere il codice a barre corrispondente al numero di codice del socio, e da una guardia giurata in borghese che faceva entrare a scaglioni di quattro persone.
Ma perché tanta attenzione a chi entrava? La direzione della coop aveva precisato nei giorni scorsi che la misura era stata presa perché l’assemblea era riservata ai soli soci.
Molti hanno interpretato però queste misure restrittive come la volontà di lavare i “panni sporchi” in casa. E di veleni durante la serata ne sono emersi. All’indirizzo della ex presidente della coop Tiziana Cavallini, che non ha partecipato all’assemblea. Perché si è dimessa? Ha chiesto un socio. La risposta del cda è stata diretta: ha preso decisioni inopportune per la cooperativa. Ufficialmente l’ex presidente ha rassegnato le dimissioni perché in contrasto con i tagli decisi dalla direzione. Giovedì sera di fatto il consiglio d’amministrazione e la direzione hanno sancito la rottura con l’ex presidente storica.
Un capitolo che in realtà si è concluso velocemente.
Dibattito fiume. In generale il clima non è stato particolarmente teso, raccontano i soci e gli stessi membri della direzione e del cda. È stato un dibattito fiume, che si è protratto fino alle 2 e mezzo della notte. Insieme alla direzione della coop il collegio sindacale e i due consulenti aziendali a cui Nuovo Futuro si è rivolta per la gestione dei tagli e della riorganizzazione.
«Si è parlato dello stato dell’arte, il motivo per cui abbiamo organizzato l’assemblea - dicono cda e direzione – dalla ritardata riscossione dei crediti dell’Asl alle singole criticità dei vari settori interessati dalla manovra contrattuale».
La stessa direzione parla di «toni animati ma mai eccessivi» e di «un corpo sociale compatto e maturo, con grande spirito cooperativo». Ovvero disposto a darsi dei tagli pur di mantenere in vita e recuperare la competitività dell’azienda.
Alcuni soci parlano di un’assemblea molto affollata e di un clima di timore per le sorti dell’azienda, che «non è una semplice azienda, ma una realtà sociale con forte valore inclusivo». E che per questo ha costi superiori ai normali costi di mercato.
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