Il Tirreno

L’Anpi tuona contro la scelta della Coop «Il 25 aprile chiudete»

L’Anpi tuona contro la scelta della Coop «Il 25 aprile chiudete»

Il presidente Luppichini scrive al direttivo della sezione soci «Decisione sconcertante, che deve essere ripensata»

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ROSIGNANO. Chiedono un ripensamento, nel nome del rispetto della storia e di valori su cui dovrebbe fondarsi la loro realtà. L’Anpi di Rosignano, con una lettera al direttivo della sezione soci Coop Tirreno di Rosignano, si rivolge ai vertici della cooperativa per esprimere «il nostro sconcerto e il nostro dissenso in merito alla decisione, appresa dalla stampa, di tenere aperti gli spacci nel giorno del 25 aprile». Una decisione che l’Anpi locale trova profondamente sbagliata. «Vorremmo innanzi tutto, ricordare che quella data - scrive a nome dell’Anpi, il presidente Giacomo Luppichini - è particolarmente significativa per tutti coloro che hanno memoria, dal momento che quest'anno ricorre il 70° della Liberazione dal nazifascismo. È stata festeggiata recentemente la ricorrenza della fondazione della Coop "La Proletaria" (come si chiamava allora) ma vale la pena di ricordare che tale fondazione è una conseguenza diretta della battaglia combattuta allora per riconquistare la libertà. Il fascismo aveva abolito il movimento operaio e il movimento cooperativo che ne era una diretta discendenza. Solo dopo la Liberazione, nelle nuove condizioni conquistate a caro prezzo, (sessantamila partigiani caduti in un anno e mezzo di guerra) fu possibile riorganizzare le forme mutualistiche di solidarietà che stanno alla base della cooperazione». Luppichini, e tutta l’Anpi si chiedono se «può la coop essere insensibile a questo richiamo alle sue origini e ai valori, alle trepidazioni, alle speranze, che spinsero quegli uomini e quelle donne a unirsi per ricostruire un paese dilaniato dalla guerra su basi più giuste? Come antifascisti dell'Anpi pensiamo di no».

Una critica più puntuale riguarda le motivazioni addotte per giustificare l’apertura e le modalità scelte per effettuarla, ambedue, secondo Anpi «assolutamente non condivisibili».

«Per le prime - prosegue Luppichini - quella, che viene addotta è "che così fan tutti". Bene, se così fan tutti, la coop, a nostro avviso non lo deve fare, perché la coop non è un'azienda come le altre. Nata da vincoli di solidarietà e fratellanza (proprio così, "La Fratellanza", si chiamava la coop di Rosignano prima di essere assorbita da quella piombinese) non può guardare solo al profitto immediato. Valorizzare la data del 25 Aprile, farla conoscere ai suoi dipendenti, ai suoi soci e al suo pubblico (come del resto quella del 1° Maggio) dovrebbe essere un imperativo morale e politico».

Non è finita, perché l’Anpi chiama in gioco anche la sezione soci. «Fatta salva comunque, la chiusura festiva - prosegue la lettera - potrebbe e dovrebbe essere la sezione soci ad organizzare qualche iniziativa in questo senso: una mostra, un concerto, una serata di testimonianze o la partecipazione organizzata alla grande manifestazione nazionale che l'Anpi insieme alle altre associazioni antifasciste terrà in quella data a Milano. L'anpi è e rimane a disposizione, basta incontrarsi».

Luppichini interviene anche sulle modalità scelte per attuare l'apertura del 25 aprile. «Per quel che ci consta - scrive - , sembrano affidare alla volontà dei lavoratori se tenere o meno aperto lo spaccio, prefigurando in tal modo una specie di libera scelta. Ora, tutti noi sappiamo che la Coop ricorre ampiamente al lavoro part -time e che sono molti i lavoratori e le lavoratrici a cui quei soldi di straordinario in più farebbero comodo per arrotondare salari sicuramente non elevati. Dov' è allora la libertà di scelta? Dividere i lavoratori è pratica antica, da sempre adottata dal mondo padronale, ma fa male al cuore e al cervello vedere che a tale pratica non sfuggono nemmeno organizzazioni come la coop, che dovrebbero avere finalità e obbiettivi del tutto diversi e alternativi e soprattutto coerenti con le proprie origini». Per queste motivazioni, Anpi invita i la dirigenza della sezione soci a «ripensare la scelta di stare aperti il 25 aprile e a rappresentare alla dirigenza della Coop Tirreno, questo punto di vista».

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