L’Asl premia i medici che abbattono le attese
Erogati 60 euro l’ora per le sedute aggiuntive ma il resoconto parla di un flop Su 3486 ore in più di prestazioni previste ne sono state svolte soltanto 653
CECINA. L’Asl 6 premia i medici che hanno abbattuto le liste di attesa. Con la determina 169 del direttore generale, firmata il 23 marzo, l’azienda riconosce la produttività aggiuntiva a quei medici che hanno garantito ore in più per scorciare i tempi di alcuni esami. In particolare ecodoppler, tac body, ecografie e risonanze magnetiche neurologiche.
Sono poco meno di una ventina i medici interessati. Tre per l’ospedale di Cecina. Si tratta della dottoressa Annalisa Mannucci e del dottor Filippo Chesi dell’unità operativa di Medicina Generale e del dottor Fabio Scazzeri dell’unità di Radiodiagnostica. Osservando il rapporto dell’attività svolta, tuttavia, balza agli occhi come i risultati attesi non sono arrivati. Lo scrivono, del resto, il direttore sanitario dottor Giustarini e il direttore amministrativo, la dottoressa Valeri: «Vista la relazione conclusiva sull’attività svolta e sui risultati conseguiti al 31 dicembre 2014 prodotta dal direttore del Dipartimento dei Servizi, nonchè la proposta elaborata dallo stesso direttore di remunerare le orse svolte dal personale medico a 60 euto/ora comprensive di oneri riflessi. Visti i resoconti prodotti dal responsabile amministrativo del progetto circa le ore di sedute aggiuntive prestate dai medici coinvolti e rilevando una notevole discordanza da quanto previsto (3486 ore) rispetto a quanto effettivamente svolto (653,5 ore)... » Insomma, le attese sono rimaste deluse.
Eppure l’Asl 6, come altre aziende sanitarie, aveva partecipato al piano straordinario di recupero delle liste d’attesa previsto dalla delibera regionale 694 del 2014. Questo progetto prevedeva per il 2014 di destinare 284.150 euro per attività aggiuntiva del personale coinvolto in specifici progetti. In particolare 75.000 euro a personale dipendente (tecnici di radiologia, infermieri e amministrativi) e 209.150 per le sedute aggiuntive di attività ambulatoriali svolte dal personale medico interno. Il costo complessivo delle prestazioni aggiuntive rendicontate (periodo novembre -dicembre 2014) ammonta a 52.462 euro che sono state erogate, in questi giorni, ai medici coinvolti nel progetto.
E’ vero. Il piano straordinario è spalmato su un triennio (2014-2016), dunque i risultati vanno misurati più in la, ma al 31 dicembre 2014 era prevista una riduzione di 8 settimane di coda, pari al 24% di abbattimento di liste di attesa. Coi numeri delle ore aggiuntive appena rendicontate pare difficile che l’obiettivo sia stato centrato. Su base annua, infatti, si dovrebbero fare circa 4000 esami. Ma il piano dell’Asl 6, finanziato in parte dalla Regione, prevede anche l’assunzione di 3 medici radiologi che dovrebbero corrispondere ad un recupero di 6000 prestazioni. Ed ancora si stabilisce un ulteriore abbattimento del 5% della domanda con azioni intraprese nei confronti dei medici di famiglia e la costituzione di una scuola di ecografia. Complessivamente il piano costa 924mila euro a carico della nostra azienda sanitaria mentre 501mila euro arriveranno dalla Regione.
Era stato lo stesso assessore regionale alla Salute Luigi Marrone a parlare di problemi per le liste d’attesa dell’Asl 6. Ma aveva assicurato che il direttore generale Eugenio Porfido avrebbe presto presentato un piano. Che consiste, in sostanza, nell’accreditamento di strutture private in grado di poter operare esami in convenzione con l’azienda. Una soluzione, questa, decisamente osteggiata dai sindacati che hanno invece chiesto all’Asl assunzioni di radiologi e prestazioni H 24.
Il problema è che - a parte alcuni piccoli moglioramenti sottolineati (Tac body, doppler, rmn neuro) i tempi per altri esami (certa diagjnostica per immagini e specifiche ecografie) restano lunghissimi, anche di oltre sei mesi. Ed i cittadini, di fronte a certe risposte del personale del Cup, restano sbigottiti.
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