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Amianto, Sos di Ona «Altri venti casi di persone malate»

Amianto, Sos di Ona «Altri venti casi di persone malate»

ROSIGNANO. «Venti nuovi casi di patologie asbesto correlate. Altri 5 morti sospette. Si tratta di lavoratori del settore chimico operativi in Rosignano. Gli operai ancora in vita hanno riferito di...

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ROSIGNANO. «Venti nuovi casi di patologie asbesto correlate. Altri 5 morti sospette. Si tratta di lavoratori del settore chimico operativi in Rosignano. Gli operai ancora in vita hanno riferito di uso non cautelato all'amianto».

Questo l’allarme partito dall'assemblea dell'Ona che si è svolta ieri al centro Rodari, alla quale sono intervenuti, oltre all'avvocatoEzio Bonanni, il dott. Michele Rucco, il dott. Paolo Pitotto, il sig. Posarelli Massimiliano, la sig. Antonella Franchi e la sig. Costalli Emanuela.

All’incontro erano presenti svariate persone. «Al termine dell'assemblea - si legge in una nota dell’Ona - circa 40 persone hanno chiesto di conferire con Bonanni. 20 di loro hanno esibito certificazioni mediche relative a circa 20 nuovi casi di patologie asbesto correlate. Si tratta purtroppo di mesoteliomi, tumori polmonari e asbestosi. 5 nuovi decessi sono stati registrati per patologie asbesto correlate».

L'associazione sottolinea l’intenzione di avviare nuove azioni legali. «L'Ona - si legge nela nota - torna a chiedere al sindaco di Rosignano, e al presidente della Regione, una maggiore attenzione sul problema della salute legato all'uso dell'amianto. Lo stesso registro mesoteliomi annovera Rosignano tra le città a più alta incidenza nazionale di mesotelioma».

La questione amianto nelle scuole viene di nuovo sollevata da Antonella Franchi la quale torna a chiedere la bonifica dei siti scolastici con presenza di amianto: «È inammissibile ed inconcepibile e come mamma sono arrabbiata - dichiara Franchi dell'Ona di Rosignano- per il fatto che in Toscana ci sono molte scuole con amianto. Cosa fanno le istituzioni per tutelare la salute dei nostri figli?».

È intervenuto anche Posarelli il quale ha dichiarato: «Recentemente si è scoperto che il mio povero babbo che è deceduto per tumore da amianto aveva pure le placche pleuriche e l'asbestosi segno di una forte esposizione all'amianto. Lui poteva salvarsi se fosse stato avvertito del rischio e se fosse stato dotato di maschere protettive. Come lui decine di suoi colleghi di lavoro sono morti per queste patologie e chiediamo giustizia per queste morti».

L’Ona avverte che nei prossimi giorni «saranno avanzate ulteriori domande risarcitorie contro tutti i responsabili».

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