Chiusa la pista, atleti costretti allo stop
Vada: ex centro nautico chiuso dopo il maltempo, 60 ragazzi del pattinaggio senza luogo per gli allenamenti
VADA. Sessanta atleti del pattinaggio senza una pista per gli allenamenti, dopo che il Comune ha deciso di chiudere il grande capannone all’interno del perimetro dell’ex centro della nautica. I genitori dei giovani atleti protestano, mentre l’amministrazione fa sapere di essere alla ricerca di un luogo alternativo.
Il pattinaggio Vada utilizza la struttura da oltre dieci anni, sulla base di una convenzione con la Promozione e Sviluppo srl e i soggetti che negli anni successivi hanno preso il suo posto. Convenzione che prevedeva il pagamento di un affitto mensile, che la società pattinaggio Vada pare abbia saldato correttamente. Il problema è subentrato nei giorni scorsi, a seguito del maltempo che si è abbattuto sulla costa.
Dopo le tempeste di vento del 5 marzo, infatti, sono rimasti danneggiati svariati edifici - pubblici e privati -, tra i quali quello dell’ex centro della nautica di Vada. «La struttura - precisa Daniele Donati, assessore al patrimonio - necessita di interventi di riqualificazione e adeguamento alle normative. Inoltre ci sono state problematiche dopo gli ultimi giorni di maltempo, e c’è da verificare lo stato dell’edificio». Donati sottolinea inoltre che «se lì veniva fata attività di pattinaggio non si trattava di un uso concesso dall’amministrazione, perché quella non è una struttura sportiva. Anzi stiamo valutando altre ipotesi di utilizzo dell’ex centro della nautica».
Lo stop alle attività degli atleti del pattinaggio Vada viene confermato anche dall’assessore allo sport Licia Montagnani. «Il maltempo dei giorni scorso - spiega Montagnani - ha creato problemi anche all’ex centro della Nautica. È chiaro che i tecnici dovranno effettuare verifiche sul livello di sicurezza dell’edificio». E per questo è stato deciso di interrompere lo svolgimento degli allenamenti dei pattinatori. Chiaro che adesso i giovani atleti del pattinaggio Vada, quasi sessanta, siano dispiaciuti di aver dovuto interrompere in modo brusco le attività. Perché se una decina di agonisti si allenano all’aperto dato che comunque devono affrontare delle competizioni a breve, gli altri sono fermi da giorni. Così le loro famiglie protestano, e chiedono al Comune una pista di pattinaggio alternativa. «Stiamo verificando - termina Montagnani - un luogo alternativo dove i ragazzi potrebbero fare gli allenamento. In settimana prossima comunque incontrerò il presidente del pattinaggio per fare chiarezza sulla vicenda, perché le strutture sportive sono una priorità dell’amministrazione».
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