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Lavori dopo la tempesta, l’oasi Wwf resta chiusa

Divina Vitale
Daini nell'oasi di Bolgheri
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Daini nell'oasi di Bolgheri

Bolgheri: Paoli (Citai): «Una settimana per ripristinare i camminamenti interni». Si potranno organizzare visite fino al 20 maggio recuperando il tempo perduto

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BOLGHERI.  Il grecale, la violenta tempesta di vento che si è abbattuta nei giorni scorsi sulla Toscana, non ha risparmiato neanche le Oasi WWF. Colpite particolarmente le zone umide. E si contano i danni. Per fortuna il Rifugio Faunistico Padule di Bolgheri non ha subito danneggiamenti onerosi - come ci conferma il direttore di azienda Citai, Carlo Paoli. Sono comunque numerosi gli alberi caduti e i danni riportati alle staccionate, alle passerelle e ad un osservatorio. Fanno inoltre sapere che serviranno ancora diversi giorni di lavoro prima di poter riaprire l'oasi ai visitatori (previsto l'accesso per il weekend del 21-22 marzo). «Le strutture più precarie sono state colpite - spiega Paoli - d'altronde la tempesta di vento che si è abbattuta è stata molto forte. Tanti i rami caduti a terra, per la maggior parte appartenenti a piante già secche. Durante l'anno, capita spessa di programmare manutenzioni per cadute di rami. Mentre la caduta alberi è stata più cospicua, soprattutto quella di un grosso pino nella zona vicino al Renaione».


«Ci siamo azionati subito per la rimozione e la pulizia. Abbiamo preso una settimana di tempo per concludere tutti i lavori necessari: ripristinare i camminamenti interni che, essendo delimitati da staccionate in canniccio e passerelle, sono stati aggrediti. Le pareti di canniccio, in particolare, (utilizzate affinchè gli animali non vengono infastiditi scorgendo il passaggio delle persone), sono state semidistrutte dal vento.Siamo già a buon punto con il ripristino e l'acquisto del nuovo materiale. In accordo con Paolo politi poi, abbiamo deciso di estendere il periodo di apertura, ristretto a causa degli eventi naturali, oltre il termine di chiusura fissato il 30 aprile, al 20 di maggio. Questo permetterà - continua - di organizzare visite ulteriori per recuperare il periodo di chiusura obbligata. Fortunatamente i danni non sono ingenti: pali, pannelli e i punti di cova sono rimasti incolumi".

L'azienda si è inoltre adoperata immediatamente per liberare il viale dei cipressi, dalla caduta degli esemplari. "Oltre al grande dispiacere di vederli a terra - ha concluso Paoli- ci siamo però subito attivati per ripristinare con la Provincia lo stato di sicurezza. Ci tengo a precisare che i cipressi non sono certo caduti a causa dinegligenza sulla manutenzione. Il vento forte, le piogge abbondanti hanno contribuito allo sbarbamento. Abbiamo infine trasportato i tronchi nella zona di Podere Alberto, il valore è grande, vedremo come riutilizzarlo".
 

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