Il Tirreno

Un volo di palloncini per Dario il guerriero

Un volo di palloncini per Dario il guerriero

Chiesa stracolma a Marina per i funerali, gli amici commossi gli hanno dedicato una lettera: “Ci hai insegnato che la vita è un dono”

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CECINA. “Ciao guerriero”. Così, con poche toccanti parole, gli amici di una vita ricordano Dario Guerzoni, il cui funerale è stato officiato ieri mattina in chiesa a Marina da don Marco Fabbri davanti a centinaia di persone. Una lettera, letta dal pulpito con voce interrotta dal pianto e dal dolore, ne ha ricordato la capacità “di non arrendersi mai, insegnandoci che la vita è un dono”. Sì, Dario – morto mercoledì a Montecatone, centro di riabilitazione vicino a Imola – ha vissuto fino all’ultimo giorno, assaporando la compagnia di chi gli voleva bene e gli è sempre rimasto vicino. Alle nove e mezzo in punto, il parroco ha iniziato la messa elogiando, nel breve saluto, la straordinaria prova di amicizia delle persone che, dal 2010, anno dell’incidente, lo hanno aiutato. “Si è conclusa la sua via crucis – ha detto il sacerdote – con il momento della personale crocifissione. Si aprono quindi la ribellione del dolore, che sale dal cuore contro la cattiva sorte, e la preghiera. Sono convento che Dario abbia avuto un dialogo con Dio, come lo abbiamo tutti noi. La sua sofferenza ci aiuta a riflettere e ci fa conoscere molto meglio noi stessi”.

La morte cristallizza e perfeziona, ma non distrugge, ha affermato don Marco, ricordando come Guerzoni abbia combattuto fino all’ultimo. Un segno non comune, che permette a chi lo ha frequentato di apprezzare ciò che possiede. Un invito esplicito all’approfondimento per evitare, con il buonsenso, la superficialità quotidiana spesso figlia della fretta. È prendendoci cura degli altri che si scoprono i lati umani e migliori di noi stessi, in quanto è il lato nascosto del dolore che ci consente di crescere e divenire adulti consapevoli. Dario, a metà degli anni Settanta, era stato ballerino al Malandrone partecipando ai campionati italiani, giocando poi a rugby e dedicandosi allo sci. Ieri, a salutarlo per l’ultima volta, i suoi compagni di squadra. “Facciamo ancora il bene di chi ha bisogno – ha chiuso il parroco – pregando in suo nome” e onorandone la memoria. Guerzoni avrebbe compiuto 53 anni il 24 maggio.

Strappato alla vita, lascia ricordi indelebili. Al momento in cui il feretro è uscito dalla chiesa, tanti palloncini bianchi sono saliti verso il cielo per ricordarlo prima della cremazione a Livorno. “Non ti sei mai arreso, insegnandoci che la vita è un prezioso dono”. E noi vogliamo ricordarti così, hanno sussurrato gli amici, stretti in un lungo abbraccio. Ciao guerriero.

Michele Falorni

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