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«Pochi strumenti a scuola per gestire i casi di disagio»

«Pochi strumenti a scuola per gestire i casi di disagio»

Spegne la sirena dell’allarme spaccio l’assessore alla Qualità della vita di Cecina Giovanni Salvini (nella foto). «Si tratta di un caso molto particolare, ma dimostra anche che le forze dell’ordine...

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Spegne la sirena dell’allarme spaccio l’assessore alla Qualità della vita di Cecina Giovanni Salvini (nella foto). «Si tratta di un caso molto particolare, ma dimostra anche che le forze dell’ordine sono presenti», dice riferendosi allo studente segnalato dalla polizia per spaccio di stupefacenti. Tralasciando i dettagli che fanno della vicenda una storia a sé l’assessore Salvini, che nella vita fa l’insegnante, prova ad allargare la visuale. «In casi del genere si tratta di capire quello che accade il giorno dopo la segnalazione delle forze dell’ordine – sostiene –. C’è una sorta di messa alla prova in cui alla scuola, che ha mezzi e strumenti davvero limitati, si chiede di rinnovare un patto pedagogico e di alleanza con il ragazzo per produrre un cambiamento in positivo». E a proposito della scarsità di risorse della scuola, sottolinea: «Nel quotidiano lo si percepisce con maggior facilità nel campo della disabilità, ma anche in tema di disagio, per i percorsi di accompagnamento e di ascolto dei ragazzi la scuola non ha più strumenti. Quello del consumo di droghe cosiddette leggere è un problema complesso per cui è richiesto di mettere in campo una complessità di risorse. Anche perché la diffusione delle droghe leggere avviene tra ragazzi, è capillare e non più legata alla figura dello spacciatore tradizionale. Sono ragazzi che spacciano ad altri coetanei». (m.m.)

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