Il Tirreno

L’esplosione ritmica del dj di San Carlo

di Paolo Federighi
L’esplosione ritmica del dj di San Carlo

San Vincenzo, in arte DjVybzz firma una raccolta di 40 brani che spaziano dal reggae al jungle

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SAN VINCENZO. Da San Carlo un’esplosione ritmica, assai più dolce di quelle di cava. Il suo artefice è Riccardo Cappelli, 37 anni. Vive adesso a Calci, dove lavora nel campo dell’arredamento. Ma i suoi nomi d’arte sono DjVybzz e Tu Shung Peng, in quest’ultimo caso insieme all’altro sanvincenzino Luca Orlandini. DjVybzz è un gioco di parole intorno al termine “vibes” (vibration), ispirato a Bob Marley. Quattordici anni d’attività e un mix tape appena uscito: “The Vybzz invasion”, 74 minuti per 40 tracce selezionate e mixate dal dj sancarlino: reggae, rub-a-dub e jungle da ascoltare gratis on-line, in un progetto supportato da Lago Verde e Vag Surf shop.

«Negli ultimi anni – dice Riccardo – ho aperto ai generi che si stavano evolvendo, come hip hop, dancehall e drum ‘n bass, ma volevo ritrovare lo spirito dei miei inizi. E The Vybzz invasion rappresenta il tipo di selezione che porto in giro ultimamente». Ormai rinomato e apprezzato, inizia a cavallo tra gli anni ‘90 e 2000 nell’organizzazione del Sound Cube di San Vincenzo, festival di richiamo terminato presto per motivi non chiari. «Ho iniziato nel 2001 – sostiene – collezionando vinili di reggae di importazione giamaicana e facendo feste in giro per la Toscana. Decisiva l’esperienza nel festival Sound Cube, svoltosi fino al 2001 a San Vincenzo, e l’attività nell’associazione Nobiscum. Dopo è successo di tutto. Percussionista in gruppi locali, la passione per i djset, specie la dancehall, festa dove si suonavano i 7 pollici (usati negli anni ‘70) a 45 giri di reggae, ska, rocksteady, spesso con grossi impianti autocostruiti o ristrutturati per aumentare la potenza delle frequenze dei bassi, importanti nella musica in levare. Acquistai due piatti e un mixer, e insieme a Lookilla (Luca Orlandini) fondammo Tu Shung Peng. Dalle feste nella zona iniziammo a suonare a Firenze (dove ho vissuto otto anni e studiato alla scuola internazionale di Comix) e a Pisa nelle università e negli spazi sociali, contribuendo alla crescita della scena reggae toscana. Più tardi abbiamo suonato in molti club in giro per la regione».

Dal 2005 Cappelli tocca con mano il proprio valore collaborando con artisti di grande livello. «Nella seconda fase di quest’esperienza, dal 2005 – sostiene DjVybzz – ho conosciuto grandi artisti. Ho condiviso la consolle con David Rodigan (il lord della reggae music inglese), il palco coi Sud Sound System, Brusco, Ranking Joe, General Levy, Top Cat, Tenor Fly ecc. Ho partecipato a festival reggae e calpestato main stream. Tre anni fa al Leoncavallo, davanti a tremila persone, mi tremavano le gambe. Poi abbiamo messo il primo pezzo ed è scattata la magia».

Che cosa significa fare il dj? «Un dj, fondamentalmente miscela canzoni per far divertire la gente. Ma sono molte le arti del dj, da quelli hip hop che “scratchano” fino a quelli di musica dub che suonano con un piatto ma con grossi impianti autocostruiti. Oggi, con strumentazioni digitali, è cambiato molto il panorama. Conta l’impressione che la tua playlist (e il modo in cui la proponi) ha sulle persone. Io appartengo alla categoria che in Jamaica chiamano “selecta”, quelli che mettono musica per ballare o per chi canta dal vivo».

Non si ferma mai, Riccardo Cappelli: dopo il lavoro, si concede alla sua passione per la musica e a Chiara, sanvincenzina con cui convive da anni. «Il 25 aprile – conclude – suonerò all’apertura stagionale del Lago Verde insieme a Roots Militant HiFi, Scratching Sounds e Patois Brothers. Con Tu Shung Peng suonerò il 2 maggio all’evento SparamilTrick a SanVincenzo. Sto imparando a comporre musica in home studio. Chi vivrà, vedrà».

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