Italia
Via ai lavori alla diga tutto pronto al Cala de’ Medici
Un progetto sperimentale curato dal professor Aminti Obiettivo: attutire la potenza delle onde sulla barriera
ROSIGNANO. É ormai questione di giorni l'avvio ufficiale dei lavori di messa in sicurezza della diga del porto turistico Marina Cala de' Medici. Dopo tanti mesi di attesa a metà della prossima settimana partirà il progetto sperimentale redatto dal professor Pierluigi Aminti per attutire la potenza delle onde prima che giungano a ridosso della diga stessa. L'assegnazione della gara è stata aggiudicata lo scorso dicembre alle società Somit e Abate srl raggruppate in un'associazione temporanea d'impresa mentre il 19 gennaio sono partiti i lavori presso le cave di Campiglia e quelle di Solvay dove sono attualmente in corso di escavazione 20mila mc di roccia naturale. «Le aziende alle quali è stato assegnato l'appalto – ha commentato l'ad Matteo Ratti – hanno proposto una soluzione estremamente migliorativa grazie alla partecipazione della Solmare del gruppo Solvay, società che ha messo a disposizione come area di carico dei massi il pontile Vittorio Veneto a Vada. Una soluzione che ci permette così di evitare il passaggio dei mezzi nell'abitato di Rosignano ed un minor impatto alla struttura portuale». Il progetto iniziale prevedeva infatti il passaggio in via Trieste di 2.870 mezzi d'opera che dovevano trasportare 45mila tonnellate di massi nel parcheggio sud del porto, area che sarebbe quindi stata adibita a cantiere. «Durante la procedura di gara – ha sottolineato – abbiamo comunque sgomberato la parte terminale della diga ed ottenuto la concessione temporanea di tutto lo specchio acqueo a sud del porto al fine di ormeggiare il portone di carico». Ogni masso, che varia dalle 6 alle 9 tonnellate, verrà quindi trasportato dalle due cave di Campiglia e di Solvay al pontile di Vada dal quale arriverà direttamente al porto via mare.
«É un progetto sperimentale – ha sottolineato Ratti – condiviso dall'amministrazione comunale e reso possibile grazie alla società Solvay che ha messo a disposizione il pontile di Vada a dimostrazione che il porto sta diventando un soggetto sempre più importante per il territorio». Il costo della prima fase, che dovrebbe concludersi entro il 30 aprile (anche se verrà richiesta dal Marina una proroga per il mese di maggio) per poi riprendere ad ottobre è di circa 500mila euro. In questa fase, che prevede il ripristino dell'intera sagoma della berma sommersa, verranno posizionati i massi per 5 metri mentre altri 10, per un totale di 15 metri, lungo soltanto 200 metri della diga stessa in modo da sottoporlo a successivo monitoraggio ed estenderlo, se poi ritenuto necessario e funzionale, in una seconda fase all'intera diga. Fase che, se sarà avviata, migliorerà il confort dei 90 posti barca e costerà al Marina dai 700 ai 900mila euro per un investimento complessivo di circa un milione e mezzo. «Nel frattempo – ha aggiunto Ratti – noi chiediamo comunque le autorizzazioni per tutti i passaggi».
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