Il Tirreno

Stangati i fondi commerciali vuoti

di Manolo Morandini
Stangati i fondi commerciali vuoti

Tra le novità nel bilancio di previsione del Comune anche un aiuto a chi perde il lavoro

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CECINA. «Tariffe bloccate, blocco dell’imposizione fiscale, nessun taglio ai servizi e alla spesa sociale». Queste le direttrici del bilancio di previsione 2015 del Comune di Cecina indicate dall’assessore Federico Cartei. Il documento, che sarà portato in approvazione nella seduta del consiglio dell’11 marzo, è già stato esaminato dalla commissione. «Confermiamo la linea dello scorso anno – dice – a supporto delle famiglie in difficoltà per gli effetti della crisi economica e delle imprese che assumono. Azioni che tendono allo stesso obiettivo come la misura rinnovata di esenzione di tre anni dalla tariffa sui rifiuti per chi apre un’attività». Il tutto a fronte di una manovra economica che deve fare i conti con un taglio alla spesa corrente di un milione di euro: «Per metà dovuto all’obbligo di iscrivere un fondo per i crediti di dubbia esigibilità, dove la voce principale sono i mancati pagamenti delle bollette sui rifiuti – spiega Cartei –. L’altro mezzo milione è determinato dal contributo deciso dal governo che il nostro Comune deve dare al Fondo di solidarietà».

Trattandosi di una manovra di previsione quel che fa la differenza per le tasche dei cittadini sono le scelte in materia di imposte, tributi, tasse e tariffe. Il resto delle voci è soggetto ad aggiustamenti nel corso dell’anno.

Tasi. In materia di Tassa sui servizi indivisibili (Tasi), per esempio la manutenzione stradale o l’illuminazione comunale, vengono confermate le detrazioni di 100 euro per gli immobili con una rendita catastale fino a 400 euro, e di 60 per quelli con rendita fino a 600. Ma la vera novità è l’introduzione del quoziente familiare, ovvero una detrazione di 25 euro per figlio convivente sotto 26 anni che si somma alle precedenti. Nessun pagamento, inoltre, è dovuto dagli affittuari di abitazioni e immobili commerciali. Invariata anche l’aliquota al 2,5 per mille per la prima casa e dello 0,80 per la seconda casa (che nel caso sia sfitta con l’Imu arriva all’aliquota massima per legge dell’11,4 per mille).

Imu. L’imposta municipale unica (Imu) che è a carico dei proprietari di seconde case e di abitazioni di lusso viene confermata l’agevolazione per il comodato d’uso fino a parenti entro il 2º grado tagliando l’aliquota dal 7,5 per mille al 7. Semplificate, inoltre, le aliquote sugli immobili locati oltre i 6 mesi al 9 per mille, mentre nel 2014 tra 6 mesi e un anno era al 10,6. Costerà di più, invece, mantenere i fondi commerciali sfitti: l’aliquota passa dal 9,6 al 10,6 per mille. Immutata al 9,6 per i fondi locati e al 7,6 per quelli di proprietà utilizzati per fini produttivi.

Tari. Chi perde il lavoro a tempo indeterminato nel 2015 e fa parte di una famiglia monoreddito non pagherà la tariffa sui rifiuti (Tari) per tutto l’anno. Mentre per favorire il prolungamento delle aperture stagionali la riduzione del 30% della tariffa viene estesa alle attività che staranno aperte fino a 210 giorni contro i 183 del 2014. Chi eredita una casa e ha un Isee inferiore ai 16.000 euro paga la tariffa per il 2015 e 2016 come se vi abitasse un componente invece di 4. Confermate le agevolazioni del 2014 tra cui quella per le nuove aperture, con l’esenzione per 3 anni. E l’esenzione al 100% in caso di Isee sotto 7.600 euro e al 50% sotto gli 8.500.

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