Verdetto solo a settembre il Bayahibe resta congelato
San Vincenzo, fissata l’udienza dal Consiglio di Stato che riunisce tutti gli appelli Sul cantiere, aperto nel 2008, c’è anche un’indagine della Procura di Livorno
SAN VINCENZO. Il 17 settembre sarà l’ultima udienza. Il Consiglio di Stato darà il verdetto finale sul caso Bayahibe, lo stabilimento balneare di via del Tirreno a San Vincenzo. La decisione del Collegio - che ha invitato il Comune sanvincenzino a rinunciare alla domanda cautelare e impegnato l’ente pubblico e la società Acquachiara (proprietaria dell’immobile) a “non toccare niente” del manufatto fino alla sentenza - produce un altro dato di fatto: per la settima stagione estiva consecutiva, lo stabilimento resterà così com’è.
Dal 2008, ossia dall’inizio della costruzione, e per i primi anni, il manufatto aveva le sembianze di uno scheletro di cemento e acciaio di circa 300 metri quadrati costruito in parte sulla spiaggia adiacente il fosso delle Prigioni. Da un paio d’anni o tre, essendo andata avanti la costruzione, è rimasto lì, incompleto. Una situazione annosa che ha prodotto una serie di importanti sconquassi: un grave danno d’immagine a San Vincenzo, un danno ambientale e paesaggistico, danni ai condòmini ricorrenti, che non hanno più potuto vedere le isole dell’arcipelago e che sostengono una perdita di valore degli appartamenti acquistati nelle vicinanze. In più, un danno economico ingente alla società Acquachiara, composta da soci di giovane età, che hanno vinto un regolare bando nel 2002 e hanno investito molti soldi, vedendo andare in parte perse le ultime stagioni estive.
Della vicenda non si è occupata soltanto la giustizia amministrativa, che ha dato più volte ragione ai ricorrenti del condominio Belmare di via del Tirreno e via Etruria, ma anche la Procura: tra i nomi che risultano nel registro degli indagati, per presunti reati legati alle norme urbanistiche, un dirigente del Comune sanvincenzino e il progettista dello stabilimento.
Una querelle che l’anno scorso ha portato al sequestro dell’immobile da parte dei carabinieri su mandato della Procura, e che ha visto poi, ultimamente, revocare i sigilli stessi. Ora, nell’udienza decisiva del 17 settembre prossimo, il Consiglio di Stato discuterà e sentenzierà, previa riunione, tutti gli appelli pendenti. I difensori dei condòmini ritengono che il Comune e la proprietà abbiano violato le sospensive del Tar (e quindi i decreti e le ordinanze del giudice amministrativo) in quanto i lavori sarebbero andati avanti. Violazioni sottoposte alla Procura, che hanno portato a un’indagine e al sequestro dell’immobile, poi annullato. Il Comune adesso chiede di sospendere l’ultima sentenza per consentire il termine dei lavori. Spetterà al Consiglio di Stato pronunciarsi, mentre un’altra estate se ne andrà per tutti con un nulla di fatto. Per il paese e per tutti gli attori della vicenda, comunque vada, è stata, è e sarà una sconfitta.
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