Il Tirreno

Multata dal capotreno dopo il furto, Ferrovie si scusa e la rimborsa

di Maria Meini
Multata dal capotreno dopo il furto, Ferrovie si scusa e la rimborsa

Il caso: la dottoressa Tuzzi aveva dovuto pagare 61 euro per tornare a casa annullando un viaggio

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CECINA. Ferrovie le ha dato ragione: scuse ufficiali per telefono dalla direzione compartimentale di Bologna e un bonifico per rimborsarle i 50 euro di multa che aveva dovuto sborsare, dopo tre giorni di peripezie, fax e viaggi a vuoto, perché non poteva pagare il biglietto del treno. Denuncia della Polfer alla mano: non poteva pagare perché le avevano rubato tutto. Sul treno.

Ma facciamo un passo indietro: protagonista di questa vicenda kafkiana (che Il Tirreno ha raccontato nell’edizione del 4 febbraio) è la dottoressa Antonella Tuzzi, dirigente medico dell’ospedale di Cecina. La dottoressa era diretta a Piacenza, ma a Pisa - dove doveva effettuare un cambio treno - si era accorta di essere stata derubata: dalla borsa le era sparito il borsello con soldi, carte di credito e documenti d’identità. Così aveva annullato il viaggio e sporto denuncia alla Polfer. La stessa agente di polizia l’aveva accompagnata sul treno per Cecina, un Frecciabianca, consegnando al capotreno copia della sua denuncia di furto. Ma il capotreno non aveva sentito ragioni, e le aveva elevato una multa perché non era in possesso del biglietto. 50 euro (più gli 11,50 del biglietto Pisa-Cecina) se pagati entro tre giorni, che sarebbero saliti fino a 200 in caso di ritardo. Alle proteste della dottoressa, il capotreno le aveva suggerito di recarsi all’ufficio clienti di Pisa entro tre giorni, chiedendo di poter pagare solo il costo del biglietto. «Ho dovuto prendere un giorno di ferie - racconta la Tuzzi - ma ho fatto un viaggio a vuoto perché l’ufficio mi ha dirottato al compartimento di Firenze, al quale ho dovuto inviare un fax, ma inutilmente». Insomma alla fine la dottoressa ha pagato per evitare il supplemento della multa.

Il Tirreno ha girato la richiesta di chiarimenti all’ufficio stampa di Ferrovie, che ha attivato la direzione di Roma, competente sui Frecciabianca. E la risposta è arrivata il giorno successivo: Ferrovie avrebbe contattato direttamente la viaggiatrice per scusarsi e rimborsarla.

E così è stato. «Mi hanno chiamato dalla direzione di Bologna - racconta Tuzzi - facendomi le scuse di Ferrovie e spiegandomi che mi avrebbero inviato un bonifico o un bonus per restituirmi i soldi della multa. In sostanza devo pagare solo i soldi del biglietto: 11,50 euro».

Antonella Tuzzi intanto aveva attivato la Federconsumatori per un esposto. Esposto, che come ci ha spiegato Alessandro Masoni del Movimento consumatori, era più che fondato. «Sono contenta che abbiano riconosciuto le mie ragioni - spiega Tuzzi -. Ma penso che la cosa più importante sia stato far conoscere a tutti come muoversi in un caso del genere, per non accettare un sopruso». La dottoressa vuole anche stilare una sua classifica di “gentilezza e disponibilità” dei servizi: «al primo posto metto senz’altro la Polfer, in ultimo Ferrovie». E sottolinea anche i disagi che gli utenti vivono quotidianamente: orari e corse ridotte sulla Tirrenica. Per non parlare della sicurezza. «C’è un problema di scarso controllo - dice - : io ho subito un furto sul treno, e questo non deve passare in secondo piano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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