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Ex officina Bensi sotto la lente della lista As

Ex officina Bensi sotto la lente della lista As

San Vincenzo, i consiglieri puntano il dito contro il cambio di classificazione urbanistica dell’edificio

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SAN VINCENZO. Altro capitolo della vicenda riguardante il piano di recupero e riqualificazione dell’ex officina Bensi, edificio situato in piena Zona blu, nato negli anni ‘20 come teatro e utilizzato per molto tempo, e fino a pochi anni fa, come officina meccanica e in varie occasioni come spazio dedicato all’arte, alla cultura e al dibattito politico e cittadino. Altro capitolo in cui la lista civica Assemblea Sanvincenzina, fra i cui tre consiglieri comunali c’è il quarantenne architetto Massimo Cionini, esterna i propri dubbi sulla legittimità urbanistica del progetto.

«Da edificio storico a condominio di sei piani, ecco qual è il futuro dell’ex officina Bensi – sostengono i consiglieri di As Paolo Riccucci, Francesco Battini e Massimo Cionini –. Ha così deciso l’amministrazione modificando arbitrariamente la classificazione dell’edificio. Il progetto è infatti dovuto al cambio di un piccola sigla. L’edificio era classificato M3, classificazione che prevede la sola ristrutturazione edilizia mantenendo la sagoma. Ma quasi magicamente è diventato M4, classificazione che permette la sostituzione edilizia senza rispetto di altezze e ingombri dell’edificio attuale».

Che aggiungono: «In realtà l’edificio è indiscutibilmente classificato come M3: non esistono norme che, una volta decaduta la previsione di una scheda, stabiliscono che l’edificio sia da considerarsi M4, e la sigla M3 sulla planimetria generale del Regolamento urbanistico non ha niente a che vedere col perimetro della scheda che include l’ex officina, ma è una classificazione permanente che necessita di una regolare variante per essere modificata».

Secondo i tre consiglieri comunali di Assemblea Sanvincenzina, «classificando l’ex officina Bensi come M4, l’amministrazione definisce l’edificio come “...senza valore testimoniale e senza particolare ruolo nella definizione dello spazio urbano”. Dopo decenni di scempi, è necessaria una rigorosa applicazione delle norme in funzione del rispetto dei principi d’interesse pubblico».

La proprietà dell’edificio, riconducibile alla società milanese Star immobiliare, ha presentato recentemente al Comune di San Vincenzo il proprio progetto, firmato dal geometra Gherardo Zanette e dall’ingegnere Francesco Bonannini. Si tratta di sei piani totali: piano interrato adibito a garage, piano terra, primo, secondo, terzo e quarto piano, con chiostra, collegamento camminabile pubblico tra via Vittorio Emanuele II e via Impastato, fontana interna. Nei sei piani saranno ricavati appartamenti e fondi commerciali.

Paolo Federighi

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