Il Tirreno

san vincenzo

Voci della diversità storie e musica in piena Zona blu

Voci della diversità storie e musica in piena Zona blu

SAN VINCENZO. La diversità che si fa musica. Ha i ritmi e le parole della tribù vocale Patchworld. E al coro della musicista sanvincenzina Sabina Manetti spetta il compito di fare da colonna sonora...

2 MINUTI DI LETTURA





SAN VINCENZO. La diversità che si fa musica. Ha i ritmi e le parole della tribù vocale Patchworld. E al coro della musicista sanvincenzina Sabina Manetti spetta il compito di fare da colonna sonora alle voci raccolte da Lata Cruschelli nel suo libro “Adozione, testimonianze di vite (stra)ordinarie”, pubblicato recentemente per i tipi Europolis. Una miscela in cui a far da filo conduttore è la diversità che va in scena questo pomeriggio alle 17, nella Zona blu di San Vincenzo.

Riflettere a ritmo di musica. Alle parole di Lata Cruschelli, che leggerà alcuni brani del suo libro, si alterneranno gli intermezzi musicali del coro. Una presentazione fuori dagli schemi, organizzata da In edicola con il patrocinio del Comune di San Vincenzo. In tal modo avrà luogo il connubio fra i problemi che deve affrontare una famiglia per adottare dei bambini di altre nazionalità, con tutte le difficoltà e gli ostacoli all’interno di tale percorso, e le parole e note provenienti da molte culture, Paesi e tradizioni che i tanti membri della Tribù vocale di Sabina Manetti faranno echeggiare all’interno della zona pedonale sanvincenzina. In più, Lata Cruschelli racconterà le storie di discriminazione razziale di cui ella stessa è stata vittima, così molti bambini adottati in paesi stranieri. Un incontro, quindi, in cui le melodie e le parole di varie tradizioni e lingue accompagneranno e si alterneranno alla lettura di alcuni dei brani più importanti del libro di Cruschelli, ragazza di origine indiana adottata piccolissima da una famiglia sanvincenzina. La partecipazione è libera.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera