Il Tirreno

La tassa di soggiorno resta una giungla

di Manolo Morandini
La tassa di soggiorno resta una giungla

Comuni ancora divisi su importi e calendario di applicazione, a rischio anche il progetto di un’azione promozionale unica

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CECINA. Inizio luglio 2014. Le elezioni amministrative sono ancora fresche. Mentre il gelo di una stagione balneare da dimenticare non si è ancora fatto sentire. Assessori al turismo, sindaci e rappresentanti delle associazioni di categoria annunciano: tutti insieme per un progetto unico delle politiche del turismo e dell’imposta di soggiorno. Passano i mesi, l’estate viene archiviata in rosso, si spendono energie e risorse per stuzzicare i vacanzieri a soggiorni last minute in settembre e ottobre. Arriva il nuovo anno e le intenzioni restano tali. Schiacciate dai campanili che vorrebbero proporsi come destinazione unica. Una giungla difficile da comporre, a cominciare dalle tariffe dell’imposta di soggiorno.

Il flop della stagione balneare 2014 che chiamava a un’assunzione di responsabilità sembra solo un lontano ricordo. L’uniformità delle tariffe e dei periodi di applicazione delle tariffe di soggiorno da Rosignano a Cecina, da Bibbona a Castagneto Carducci e San Vincenzo non si trova. Con prudenza il presidente di Confcommercio Livorno Domenico Chiste lo ammette. «Non arriveremo all’uniformità delle tariffe perché partivamo da situazioni troppo lontane, ma un’uniformità di criteri di applicazione e calendario in parte è possibile – afferma Chiste –. Qualche passo in avanti è stato fatto».

Le tariffe a notte dell’imposta di soggiorno nelle strutture turistiche oscillano da un minimo di cinquanta centesimi di euro a un massimo di 2,50 euro. E soprattutto variano inspiegabilmente. Per esempio dormire in una Rta a Cecina significa chiedere al turista una tassa di un euro a notte come a Rosignano e Bibbona, mentre a Castagneto servono1,50 euro e a San Vincenzo in base al livello della struttura, da due a quattro chiavi, si va da uno a due euro. Divisi anche sul calendario: da giugno a metà ottobre a Rosignano, da luglio a metà settembre a Cecina, da aprile a settembre a San Vincenzo, da giugno a metà settembre a Bibbona, da maggio a fine settembre a Castagneto Carducci.

Assodata la disomogeneità restano le divisioni anche sulla percentuale della tassa da destinare alla promozione turistica da fare in forma coordinata. «La discussione è aperta – sostiene Massimo Marini, responsabile sindacale di Confesercenti Livorno –. I Comuni si stanno coordinando ma non è facile mettere gambe a un processo di integrazione e collaborazione. Siamo fiduciosi perché il turismo non si misura con i territori comunali». Che aggiunge: «A pesare è anche la fase di indeterminatezza che si sta attraversando dopo la soppressione delle Agenzie per il turismo (Apt) e più di recente delle province».

In attesa di un accordo il calendario corre e la promozione rischia di arrivare a tempo scaduto. «Non è scontato già l’impegno da parte dei comuni a farsi carico della promozione turistica – sottolinea Chiste –. Nell’arco di alcune settimane dovrebbero essere definite delle soluzioni interessanti». Una fiducia necessaria che sembra cozzare con la realtà. E con la difficoltà dei comuni a svincolare una quota della tassa di soggiorno dai vincoli dei propri bilanci. A Rosignano la partita vale 278mila euro, 170mila a Cecina, 385mila a Bibbona, 370mila a Castagneto e ben 850mila a San Vincenzo.

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