Il Tirreno

Poggio Pelato non si tocca il grido delle associazioni

di Elisa Pastore
Poggio Pelato non si tocca il grido delle associazioni

Dopo che i cittadini hanno segnalato il dissesto della collina, la levata di scudi dei gruppi ambientalisti: «Consentito l’escursionismo, divieto a tutti i mezzi»

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CASTIGLIONCELLO. «Ad oggi nessun tipo di mezzo motorizzato dovrebbe accedere ai due sentieri sulla collina, né tantomeno utilizzare la zona di Monte Pelato per compiere salti e acrobazie». Parole chiare, per dire che il Poggio Pelato non deve essere toccato in nessuna maniera.

Ad intervenire, dopo le segnalazioni di diversi cittadini che hanno sottolineato le difficoltà di percorrenza della strada di Poggio Pelato, con molte buche che ne rendono a tratti difficile il percorso, sono 21 associazioni che hanno sottoscritto il “Protocollo d'Intesa per l'adozione di criteri condivisi nella definizione della sentieristica e nella realizzazione della segnaletica nell'area delle Colline Livornesi": 17 aderenti al progetto “Occhi sulle Colline” (Aalscitec, Agire Verde, Anwi-Livorno, Cai Livorno, CircoloPorto-MTB, Cssto, Gruppo Archeologico Livornese, Giros-Livorno, Gulli, Il Mandriolo, Inbar, Initinere, Legambiente, Lipu, Uaar-Livorno, Unicorno, WWF Livorno) e 4 non aderenti (Gruppo Botanico Livornese, Trekking Libertas Rosignano, Amici della Natura Rosignano, Asd Cicli Avis Rosignano).

«Quando si parla di escursionismo – spiegano – gli unici soggetti contemplati sono gli escursionisti a piedi, in mountain bike e a cavallo. Su questo tipo di percorsi i mezzi motorizzati non sono ad oggi previsti dalla normativa toscana mentre sul territorio comunale il vigente regolamento urbanistico prevede appositi strumenti di tutela del sito di interesse regionale di Monte Pelato». Regolamento che, riportano le associazioni, predispone come nella rete escursionistica costituita da strade, tracciati e sentieri «non siano consentiti l’impermeabilizzazione del terreno e il traffico motorizzato se non ai mezzi di soccorso, per le opere di manutenzione e per interventi di protezione civile».

«Per di più recentemente – proseguono - i due sentieri sono stati inseriti tra quelli della costituenda rete escursionistica delle Colline Livornesi e contrassegnati con segnaletica orizzontale bianco-rossa con grande sforzo e impegno dei volontari». Una corretta fruizione dell'area nella quale auspicano che la possibilità di accesso dei soli mezzi autorizzati, ossia quelli di soccorso, di manutenzione e di protezione civile «sia garantita tramite il ripristino del piano di calpestio nei punti più critici e la realizzazione di un semplice sistema di regimazione delle acque con fossa laterale e sciacqui trasversali». Un totale divieto quindi per i mezzi motorizzati come motocross o fuoristrada al fine di «migliorare la qualità delle scampagnate, di una maggiore diffusione ai residenti della conoscenza dei valori del territorio e del corretto modo di fruirne e di valorizzare la rete sentieristica a scopi anche turistici». Non solo, sempre secondo le associazioni ciò permetterebbe «la scomparsa dei “solchi lasciati in libertà” da mezzi motorizzati quali moto da enduro, da cross, quad o altro, la regolamentazione con eventuali deroghe dell'accesso con mezzi motorizzati esclusivamente ai casi previsti dalla normativa, tenendo conto che l’accesso non regolamentato può favorire attività di bracconaggio ed infine la scomparsa dell’abbandono di rifiuti e di vere e proprie discariche abusive».

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