Caccia alla banda del buco Un foro alla finestra, e via
Si moltiplicano i casi. L’ex capo dei vigili Cerrone: «Gang simile presa a Lodi» Ieri notte sventato un colpo al porto, ladri messi in fuga dalle guardie
CECINA. Ancora un tentativo di furto, Stavolta al porto. Alle 2,50 di ieri notte, per l’esattezza. Due persone hanno cercato di entrare in darsena tagliando la recinzione sul lato sud dell’area interessata ai lavori, subito dopo il ponte sul Cecina. Sono state le guardie della RogersSecurity che ha in appalto la sorveglianza del porto a dare l’allarme. Quando la pattuglia è giunta sul posto ha fatto solo in tempo a vedere i ladri andarsene e ad avvisare i carabinieri. Resta un foro di circa 30 centimetri praticato nell recinzione con una tronchesina. E l’ennesimo tentativo andato a vuoto. Ma in altre circostanze i ladri hanno centrato l’obiettivo. Motori, soprattutto.
Come sempre più labili diventano le difese delle abitazioni, letteralmente bersagliate nelle settimane passate. L’ultimo caso noto, alcuni giorni fa, al Palazzaccio. Noto - dicevamo - perché i furti restano spesso in silenzio e diventano pubblici solo quando cittadini esasperati, dopo aver fatto denuncia alle forze dell’ordine, si rivolgono ai giornali per segnalare quanto accade. Come al Palazzaccio, appunto, dove i vicini di un’anziana che si è trovata i ladri in casa hanno provato ad inseguire i banditi, fuggiti su un’Audi nera, scagliando anche un mattone sull’auto in corsa. Ma pochi giorni prima di Natale erano state visitate una serie di abitazioni di via Berlinguer. Un colpo, a quanto pare, studiato a tavolino che ha suscitato preoccupazione ed allarme. Perchè i ladri sono entrati in azione di notte, indisturbati. Hanno utilizzato probabilmente uno spray per addormentare gli inquilini. Hanno operato con precisione chirurgica.
Come? Utilizzando un trapano, hanno praticato un foro nelle finestre e, con un ferretto ad uncino (o gancio), hanno aperto la maniglia dall’esterno. Una dinamica che non è rimasta inosservata a Vincenzo Cerrone, un passato da vice questore nella Polizia di Stato e alla guida de corpo dei vigili urbani di Cecina. Ed una più recente attività politica con la lista civica “Cecina può cambiare”. Tra l’altro Cerrone è stato anche coinvolto, seppur indirettamente, nell’episodio visto che l’ultima casa presa di mira dalla banda è stata quella del figlio. Il quale, svegliandosi alle 6, ha sentito dei rumori provenire dall’esterno dell’abitazione e, una volta uscito, ha visto due uomini scappare. Altrimenti anche la sua abitazione sarebbe stata depredata, come le altre. «Non si tratta di colpi improvvisati - dice oggi Vincenzo Cerrone - questi non sono furti di nomadi, ma di bande ben organizzate, che pianificano la loro azione». Gente senza scrupoli, che ha messo in conto il rischio di poter essere colta in flagrante e che sa come agire in situazioni di pericolo. Anche la tecnica utilizzata per entrare nelle case, seppur non sofisticata, è tipica di gang organizzate: «Non lascia dubbi al fatto che ci troviamo di fronte a bande organizzate,specializzate e pericolose - dice Cerrone - che vanno contrastate con una mirata attivitá di polizia giudiziaria». In particolare Cerrone ha notato più di un’analogia tra i furti di via Berlinguer, ed altri recentemente compiuti a Cecina, con quelli messi a segno nel Lodigiano. Qui la squadra mobile della polizia di Lodi ha arrestato tre albanesi che avevano organizzato la loro base a Sant’Angelo Lodigiano ma operavano in molte province del Nord: tutto il Lodigiano, il Milanese e anche nei territori di Piacenza, Pavia, Cremona, Alessandria, Novara. I tre (die di 20 anni, uno di 26) erano stakanovisti e metodici: entravano in azione alle 4 del pomeriggio, quando i proprietari andavano a lavorare, e alle 7 rientravano per cena. Poi a mezzanotte uscivano di nuovo a rubare fino all’alba, incuranti se le loro vittime fossero in casa a dormire. Usavano trapani improvvisati per praticare fori in finestre e porte senza fare arumore. Proprio come a Cecina.
Cerrone lancia un appello: «Cittadini, denunciate tutti gli episodi alle forze dell’ordine. Anche se non vi hanno portato via niente». E’ importante che i cittadini sappiano e sappiano come difendersi.
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