Bloccati dal Genio civile i lavori lungo l’argine
Più di un’incertezza sul cantiere lungo la sponda sinistra del fiume Cecina Da sciogliere anche il nodo del ricorso al Tar da parte delle ditte escluse
CECINA. Lo stop lo dà il Genio civile. Quelle ruspe in azione lungo la sponda sinistra del fiume potrebbero mettere a repentaglio la tenuta dell’argine remoto in caso di esondazione. Proprio quel rischio che il cantiere si propone di scongiurare con un maxi intervento dal ponte sulla ferrovia alla passerella di Marina di Cecina per rialzare le sponde e mettere in sicurezza l’abitato della frazione balneare. A cozzare con l’urgenza dei lavori è il calendario delle piogge che in questi mesi in genere sono abbondanti. Da qui la scelta di congelare le operazioni che hanno preso il via all’inizio di novembre.
Tutto rinviato. Nonostante l’urgenza da più parti sottolineata di rinforzare gli argini non solo a sinistra ma anche sulla destra del Cecina gli interventi continuano a slittare in avanti di anni. Dal lato destro la minaccia incombe sull’abitato di San Pietro in Palazzi. Dall’altro lo spettro investe Marina.
L’ultimo lavoro di arginatura risale ai primi anni Novanta. E le piene del fiume più recenti hanno messo a repentaglio la tenuta di quelle sponde. Eppure, tra ritardi e burocrazia l’urgenza si stempera. E come se non bastasse ai ritardi si aggiunge l’incertezza dovuta al contenzioso amministrativo sull’affidamento dei lavori.
La corsa inutile. Dopo la corsa per procedere all’affidamento dei lavori da parte del Comune di Cecina, per non perdere il finanziamento della Regione, sul cantiere pende il ricorso al Tar della Toscana da parte di tre delle aziende invitate alla gara, in cui si chiede l’annullamento previa sospensiva della determina con cui è stato aggiudicato all’associazione temporanea d’imprese (Ati) Vanni Pierino Srl di Cecina e Intersonda Srl di Castelnuovo Garfagnana.
A rivolgersi al Tribunale amministrativo sono tre imprese raccolte in Ati: Bicicchi Felice Srl di Camaiore, Frassinelli Srl di Cecina e Castorani Paolo di Bibbona.
Dentro il cantiere. Nel dettaglio, l'intervento prevede l'adeguamento della difesa arginale esistente a tutela delle piene attraverso l'allargamento e innalzamento dell’argine in terra esistente, che è lungo poco più di due chilometri, e, in piccola porzione, con opere strutturali in cemento armato: muri rivestiti in pietrame nella zona subito a valle del ponte ferroviario e sovralzi arginali nel tratto terminale in prossimità del ponte di via Volterra a Cecina Mare.
Lo spettro del Tar. I giudici amministrativi non si sono ancora pronunciati sulla richiesta di sospensiva. Ma il sindaco di Cecina Samuele Lippi si dice pronto a dare battaglia: «Se necessario investirò della questione il presidente della Repubblica e quello del Consiglio». Difficile che per questa via si possano aggirare il corso della giustizia. Oltretutto, l’urgenza cozza con i tempi stretti con cui si è arrivati a chiudere la partita.
Tra pubblico e privato. Se sulla sponda sinistra il cronoprogramma tentenna non va meglio sull’argine destro. Da questo lato i lavori, sempre nel tratto compreso tra il ponte sulla ferrovia e la passerella di Marina, sono di competenza della Porto di Cecina Spa, impegnata negli interventi di costruzione del nuovo porto, che in base alla convenzione con il Comune doveva concluderli a giugno 2013.
Dei trascorsi cinque anni dal via libera alla realizzazione del porto turistico ben tre se ne sono andati in autorizzazioni. Carte necessarie per intervenire alla foce del fiume, a mare e a terra. E tutte successive al provvedimento di rilascio della Valutazione d’impatto ambientale (Via) da parte della Regione Toscana, nel 2009. Di fatto i lavori sono iniziati a marzo del 2012 e per stessa ammissione della Società «lo stato di avanzamento è di soli due anni».
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