La rabbia del direttore Creatini: "Adesso fate gli interventi necessari"
Amareggiato anche Santini: "Siamo stati sottovalutati"
VADA. Che il Milleproroghe potesse temporaneamente sbloccare il “caso Ordigno” lo hanno sperato in molti. Tra questi anche i gestori della struttura, che si sono visti chiudere il teatro quando il cartellone invernale era ormai completato e all’avvio della stagione mancavano pochi giorni.
Di certo il presidente e il direttore artistico dell’Ordigno, rispettivamente Roberto Creatini e Franco Santini, che hanno atteso con ansia la fine dell’anno per avere chiarezze sulle sorti della struttura. Adesso la doccia fredda. Che i vertici del teatro avevano subodorato anche nei giorni scorsi.
«Nel decreto Milleproroghe - spiega Creatini - a me è parso di vedere inserite solo scuole e strutture turistiche ricettive. L’Ordigno è classificato come struttura di spettacolazione per cui non è prevista proroga».
Ciò significa che il teatro dovrà restare chiuso. «Se non c'è qualche interpretazione della norma - prosegue Creatini - da parte del Comune o eventuali modifiche della legge, è evidente che il teatro non riaprirà». Una notizia dolorosa, non solo per i gestori della struttura, che tra l’altro avevano già in parte pagato le compagnie assoldate e inserite nel calendario, ma soprattutto per i cittadini.
«Vorrà dire - dice ancora Creatini - che aspettiamo la seconda metà del 2015, nella speranza che a fine anno l’intervento promesso dal Comune sia davvero terminato». Creatini sottolinea che «in questo modo si perde un anno di attività, anche perché quando poi un locale resta chiuso un anno alla riapertura bisogna ricreare l'attività e attirare nuovamente il pubblico che ritorni. Oltretutto in verità il nostro teatro è sicuro, addirittura nel progetto di lavori verranno chiuse due porte uscite sicurezza».
Amareggiato anche Franco Santini, direttore artistico, che spiega di essere «deluso, anche perché siamo stati sottovalutati. Eravamo una realtà che faceva cultura fatta dalla gente e questo avveniva solo all’Ordigno. Diciamo che adesso ci prendiamo un periodo di vacanza, dentro alla struttura si fanno corsi ma senza poter dare sbocco a questo risultato». Santini sottolinea la necessità che l’intervento di adeguamento venga fatto nei tempi annunciati.
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