Il Tirreno

Quel libro di Pietro Gori dedicato a Umberto I

di DINO DINI
Quel libro di Pietro Gori dedicato a Umberto I

Il grande anarchico libertario curò appena diciottenne il “Canzoniere Nazionale” edito da Salani

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di DINO DINI

Ereditato da mio nonno paterno, cavalier Adolfo Dini (1869-1960) giudice conciliatore a Gambassi in provincia di Firenze, brillante intellettuale e uomo di cultura, appassionato di letteratura e d'arte, nella mia biblioteca conservo gelosamente un libro piuttosto raro e molto interessante.

Si tratta del "Canzoniere Nazionale 1814-1870" che, come si legge nel frontespizio, è stato "raccolto, ordinato e illustrato da Pietro Gori". Il volume, un bel tomo di 687 pagine, è stato pubblicato nel 1883 da Adriano Salani Editore in Firenze. L'originalità veramente eccezionale di questo libro sta nel fatto che Pietro Gori lo dedicò a Umberto I di Savoia re d'Italia.

Infatti subito dopo il frontespizio preceduta da una bella immagine di Umberto I in alta uniforme con i baffoni all'insù, c'è questa dedica: "A Umberto I di Savoia re d'Italia il poema nazionale 1814-1870 Pietro Gori consacra".

Nel 1883 Gori era appena diciottenne e studente di legge all'Università di Pisa, evidentemente spinto da un comprensibile fervore giovanile per le sorti patriottiche, aveva aderito ad una associazione monarchica. Dal 1861 l'Italia era divenuta stato unico sotto la guida dei Savoia e ventidue anni dopo un giovane patriota italiano di quel tempo non poteva che entusiasmarsi per la monarchia sabauda che aveva reso possibile quella tanto sognata e fortemente desiderata unità dello Stato. Naturalmente lo spirito libertario di Pietro Gori ben presto si rivelò intollerante della politica savoiarda per cui dopo qualche tempo fu espulso da quella associazione, conclusione inevitabile considerando, alla luce della Storia, quella che sarebbe stata la sua azione politica futura e il suo ideale anarchico.

Questo "Canzoniere Nazionale" riporta con interessanti commenti dell'Autore composizioni poetiche dedicate all'Italia da vari scrittori fra cui Manzoni, Rossetti, Berchet, Maroncelli, Tommaseo, Giusti, Dall'Ongaro, Mameli, Mercantini, Guerrazzi, Carducci e Garibaldi. Tutti uomini questi che avevano levato alta la loro voce per l'unità d'Italia. Gori è nato a Messina centocinquanta anni fa, esattamente il 14 agosto 1865. Sua madre Giulia era originaria di Rosignano Marittimo e qui egli trascorse molti anni della sua vita. Si laureò in legge a Pisa con una tesi dal titolo "La miseria e il delitto". Divenuto avvocato fu una autentica voce del popolo. Giornalista, poeta, scrittore, compositore di tante canzoni anarchiche, grande oratore, dedicò la sua vita alla difesa dei diseredati. Nel 1890 trasferitosi a Milano, entrò a far parte dello studio legale di Filippo Turati.

Arrestato più volte per le sue idee "ribelli", dovette abbandonare l'Italia e vivere in esilio a New York, a Londra e in altre città europee.

Il 29 luglio 1900 a Monza re Umberto I di Savoia, dopo essere salito sulla carrozza reale, fu ucciso con tre colpi di pistola dal pratese Gaetano Bresci, appartenente al movimento anarchico, giunto dagli Stati Uniti e che dichiarò più tardi di aver agito senza mandanti e senza complici. L'avvocato Filippo Turati rifiutò l'incarico di difendere l'attent. atore e anche molti esponenti dell'anarchismo presero le distanze del regicida Gaetano Bresci.

In quel tempo Pietro Gori si trovava in Argentina ed è ragionevolmente presumibile che anche lui non condividesse l'omicidio di quel re al quale diciassette anni prima aveva dedicato un suo libro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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