Italia
«Nessun reato, si smonta tutto in poche ore»
Castagneto Carducci, l’avvocato Talini ha presentato ricorso al Riesame per il dissequestro del villaggio Paradù: storia assurda, tutto in regola
CASTAGNETO CARDUCCI. «Questa vicenda giudiziaria è emblematica di come funzionino le cose in Italia. Per riqualificare questo villaggio sono stati investiti capitali, dietro c’è un impegno, l’esposizione con le banche e un forte ritorno sul territorio in termini economici e occupazionali. Ecco, nonostante questa premessa e tutti i permessi del mondo in mano alla proprietà, sono bastate una denuncia anonima e una consulenza per mettere a repentaglio tutto questo bene». L’avvocato Marco Talini, che difende con un collega fiorentino l’imprenditore Riccardo Mariotti, parte dall’universale per andare nel particolare dell’indagine confermando di aver già presentato al tribunale del Riesame di Firenze una «dettagliata» richiesta di dissequestro dell’area che sarà discussa intorno alla metà di gennaio.
«Forniremo ai giudici - va avanti - tutto il materiale necessario per metterli nelle condizioni di comprendere con certezza che è tutto in regola. In questo mese - rivela - abbiamo fatto eseguire perizie, relazioni e costruito una memoria che credo possa chiarire tutto quanto». Al centro delle contestazioni della Procura che hanno portato al sequestro del villaggio, la natura del Resort: non una struttura mobile, bensì un paese immobile. «Dietro a questa accusa c’è un pregiudizio senza fondamento - è la replica - Io sono stato all’interno dell’area e ho potuto verificare che è possibile smontare tutte le strutture in poco tempo. Ad esempio la rete fognaria è attaccata alle strutture con i cosiddetti attacchi a clarinetto che si staccano in un giorno. I pali in castagno, invece, si tolgono in poche ore, così da poter staccare tutti i moduli temporanei che costituiscono la struttura».
L’aspetto che preoccupa di più sia i proprietari che i loro avvocati, sono le conseguenze a cui il sequestro può portare. «Nel caso in cui il Riesame non accetti la nostra richiesta - conclude l’avvocato - ci saranno delle conseguenze negative a catena. Questo è il periodo delle prenotazioni per l’estate e dunque se non cambiano le cose il villaggio rischia di restare o chiuso o vuoto. E dire che l’intento della proprietà era quello di riportare in auge il villaggio trasformandolo da un posto hippy com’era negli anni Settanta nel meglio che si possa trovare in fatto di turismo sostenibile rispettando la natura».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
