Il Tirreno

il raggiro

Accetta gli sconti e scopre di dover pagare 3.400 euro

di Manolo Morandini
Alessandro Masoni, rappresentante del Movimento consumatori
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Alessandro Masoni, rappresentante del Movimento consumatori

Il Movimento consumatori lancia l'allarme per il sistema porta a porta con cui viene proposto un catalogo di prodotti, dall'elettronica ai casalinghi, attraverso un contratto scritto in modo equivoco

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CECINA. Il primo si presenta alla porta di casa. L’offerta è allettante: un ricco catalogo di prodotti,elettronica, casalinghi, biancheria, e un carnet di sconti riservato da utilizzare nell’arco di cinque anni. Il secondo rappresentante, invece, a distanza di un mese bussa e cambia le carte in tavola facendo presente alla ignara sottoscrittrice che quello firmato è un contratto che impegna ad acquisti per 3.400 euro. Questi i termini dell’inganno in cui è caduta una signora di Cecina e che il rappresentante del Movimento consumatori Alessandro Masoni non esita a bollare come «truffa».

Ciò che inizialmente si presenta come un’occasione imperdibile, sotto le insegne di un’azienda padovana, per usufruire della quale occorre firmare un documento di accettazione, si rivela invece un raggiro tanto semplice quanto costoso. «Tra i beni in vendita ho visto cose che avevo intenzione di acquistare, un nuovo computer, il piano cottura della cucina», racconta la signora. Che aggiunge: «Ho firmato convinta che si trattasse di un documento di accettazione, così mi è stato presentato, del catalogo e delle condizioni per usufruire delle agevolazioni. In famiglia siamo in tre e in questo momento l’unico stipendio che entra in casa è il mio. Insomma, non siamo nelle condizioni di impegnarsi in una spesa una tantum di 3.400 euro».

A far meraviglia è la trattativa che ne è seguita. «Al mio rifiuto di pagare – dice la signora –, prima hanno provato a intimidirmi dicendo che avrebbero passato le carte al loro ufficio legale. Quando il rappresentante se ne è andato mi hanno telefonato dicendo che per venirmi incontro sarebbero scesi da 3.400 a 2.000 euro. Ad oggi non ho pagato e ho intenzione di andare fino in fondo a questa storia, anche per vie legali se necessario».

Dall’osservatorio del Movimento consumatori mettono in luce la ciclicità con cui questo tipo di contratti viene proposto. «In genere ogni due anni circolano rappresentanti porta a porta con contratti scritti in modo equivoco, in cui non si comprende che c’è un impegno economico importante. Cambia il nome della ditta ma il contratto proposto è lo stesso: i buoni sconto possono essere sfruttati solo a fronte di acquisto ingente».

La tutela c’è ma è poco utilizzata. «Il diritto di recesso per i consumatori può essere esercitato entro 14 giorni lavorativi per i contratti fatti a casa, ma anche via telefono od online – spiega Masoni –. Ogni volta che si firma è bene tutelarsi facendo vedere a stretto giro le carte a un’associazione comsumatori o a un legale. E ciò perché in genere si scopre la portata di ciò che si è firmato solo dopo i quattordici giorni quando il recesso non è più possibile». Che conclude: «Non è da escludere la denuncia per truffa perché intenzionalmente non è stato detto al consumatore che cosa stava firmando».

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