Il presidio
Segno, colore e temi civili al centro delle opere dell’artista cecinese
Un protagonista della costa toscana, scomparso nel 2009, Sirio Bandini (nella foto). La sua storia è scritta nella vicende di questo paesaggio, essendo nato a Piombino nel 1929. Iniziò a disegnare...
Un protagonista della costa toscana, scomparso nel 2009, Sirio Bandini (nella foto). La sua storia è scritta nella vicende di questo paesaggio, essendo nato a Piombino nel 1929. Iniziò a disegnare col gesso sulle lamiere quando era operaio alla Magona. Qui nel 1953 incontrò Renato Guttuso, in visita al circolo culturale dell’Italsider dove teneva lezione, e rimase folgorato dal realismo, un linguaggio moderno e distante dal postmacchiaiolo. Mentre si affermava come pittore, Antonello Trombadori lo introdusse nell’ambiente romano. «La formazione culturale in Cecina si basava su opere postmacchiaiole – scriveva nel suo diario SirioBandini – il mio coraggio derivò dall’aver conosciuto Levi, Guttuso, Treccani, Matta e i suoi allievi. Andare negli studi a Milano, a Roma. Trovarmi all’interno della contemporaneità». Da qui Bandini formò il suo linguaggio, definito “realismo lirico”, basato sul segno e sul colore, sui temi civili.
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