Il Tirreno

appello degli operai

«Se il villaggio chiude sarà la nostra Lucchini»

«Se il villaggio chiude sarà la nostra Lucchini»

CASTAGNETO CARDUCCI. Vogliono far sentire forte la loro voce, non possono arrendersi, sono convinti che il coraggio dovrà essere più forte dello sconforto e la speranza dovrà prendere il posto della...

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CASTAGNETO CARDUCCI. Vogliono far sentire forte la loro voce, non possono arrendersi, sono convinti che il coraggio dovrà essere più forte dello sconforto e la speranza dovrà prendere il posto della rassegnazione, gli operai del Paradù. «Noi veniamo licenziati in seguito a un’azione di sequestro preventivo, perché? Perché se non c’è stato un processo né un reato accertato, c’è già una condanna? Di questo si tratta, una condanna per noi e per le nostre famiglie». Il riferimento è al provvedimento del giudice delle indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Livorno.

Tra i licenziati dal Paradù c’è chi vedeva un grande traguardo: ancora 18 mesi e poi sarebbe andato in pensione, chi ha lavorato all’interno di questa area dai tempi del Club Med e ne conosce tutte le vicissitudini. C’è poi il giovane che finalmente aveva potuto accedere a un mutuo con la certezza di uno stipendio fisso o chi aveva lasciato il suo vecchio lavoro. Non c’è neppure la cassa integrazione a dargli un aiuto perché c’è un ipotesi di reato e lo Stato non può elargire contributi. «C’eravamo durante i lavori di ristrutturazione. Quasi tutti i giorni eravamo controllati da polizia municipale, vigili del fuoco, corpo forestale e dirigenti tecnici del Comune – raccontano –. Controllavano costantemente il nostro lavoro, eppure sembra che questo non sia bastato. Vogliamo che tutti siano consapevoli che se i sigilli dovessero impedire la stagione 2015, si perderebbero non solo i 200 posti di lavoro impiegati quest’anno ma un’occasione importante per tutte le attività commerciali ad essa collegate». E sottolineano: «Su questa storia non vogliamo strumentalizzazioni politiche. Ci sono partiti e associazioni che hanno fatto di tutto perché si arrivasse a questo, ora ci chiedono un incontro, ma noi a loro rispondiamo forte e chiaro con un no grazie! Inutile dare ora solidarietà quando si sono firmati esposti e fatte interrogazioni».

«Non c’è difesa dei posti di lavoro se non c’è difesa delle aziende che provano a darlo – prosegue l’appello degli ex dipendenti –. Vi chiediamo aiuto affinché si capisca che il Paradù è la nostra Lucchini. Una realtà economica che fa parte della storia di Castagneto. Il nostro comune fin dagli anni ‘60 ha assunto un’identità economica fondata sul turismo e pensiamo che lo sbaglio più grosso sia stato permettere che questo villaggio restasse chiuso per dieci anni e non certo quello di riaprirlo».

Giorgio Creatini

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